Domani sera alle 20:45 la Roma affronterà il Pisa allo stadio Olimpico, nel match valido per la 32esima giornata di Serie A. Oggi Gian Piero Gasperini è intervenuto nella consueta conferenza stampa della vigilia. Ecco le parole del tecnico giallorosso, riportate dal sito ufficiale del club.
C'è una data per il ritorno in campo degli infortunati?
"Intanto, io penso che Mancini recuperi già la prossima settimana. Mi auguro anche Koné e Wesley, mi sembrano stiano bene. Quindi sicuramente meno gravi le lesioni, insomma, gli infortuni che hanno accusato. Dybala va già abbastanza bene, ma è un po' più imprevedibile, penso una o due settimane. Gli infortuni sono stati sicuramente penalizzanti da un certo punto in poi, fine dicembre in poi, soprattutto perché sono stati lunghissimi, non per il numero di infortuni. Tipo, adesso quello che è successo con Wesley in nazionale, però sono infortuni che ci stanno nell'ordine di una squadra di calciatori che giocano così tante partite per così tanti mesi. Quando salti una o due settimane, non dei mesi, come rientra purtroppo nella normalità del calcio. Abbiamo avuto infortuni lunghissimi, da subito Ferguson, Bailey, Dovbyk, a seguire Dybala, Soulé, faccio fatica a ricordarli tutti, ma sicuramente almeno 6 o 7, per tanti mesi. Questa è stata una lata veramente difficile sotto questo aspetto, anche perché abbiamo avuto tanti problemi muscolari. Non abbiamo avuto tanti giocatori con pochissimi problemi muscolari, qualcuno sì, ultimamente con Hermoso, ma è stato qualcosa di particolare straordinario nel calcio. Poi è chiaro, qualche acciacco, qualche giocatore doveva saltare una partita, come adesso magari Mancini, ci sono stati giocatori con lo stesso Mancini, fratture al naso, ha giocato con la mascherina, qualcuno con degli acciacchi. Sicuramente abbiamo avuto un calo dovuto, anche, a questa continua emergenza, che abbiamo avuto prima in attacco, perché avevamo tanti infortuni. Ma abbiamo perso Ferguson, Dovbyk, Dybala, Soulé, anche Baldanzi è andato via, cioè non c'era più, e poi dopo è incominciato un po' di calo anche in difesa".
C'è stato bisogno da parte sua di convincere i giocatori che la stagione ancora può dire tanto, soprattutto per quanto riguarda anche il futuro di alcuni calciatori che sono stati messi in dubbio in questi giorni?
"No, in questo momento non pensiamo al futuro, pensiamo al presente. La squadra, il secondo tempo di Milano sicuramente non deve succedere. C'è stato sicuramente un calo, un crollo di umore e questa è l'unica cosa che non deve mai capitare, perché questa è una squadra che ha la coscienza a posto per com'è lavorato, per com'ha interpretato le partite, per com'è stato tutto il percorso che ha fatto in questa stagione. E quindi niente, è una squadra che reagisce, sono ragazzi seri, ragazzi attaccati, motivati, che vogliono cercare di fare il massimo. So che venerdì sarà comunque una partita, nonostante incontriamo una squadra quasi retrocessa, però sappiamo benissimo che il Pisa è una squadra tosta, che ha fatto anche delle ultime gare, che le partite vanno vinte. È chiaro che noi dobbiamo adesso fare molto di più come risultati, non abbiamo tanti margini di errore e dobbiamo incominciare a partire da questa partita, sapendo che le gare di Serie A poi magari diventano più agevoli, ma sono sempre molto complicate, con grande unità, con la determinazione di stare ancora dentro. Sappiamo che se vinciamo domani a qualcuno ci avviciniamo, insomma, a qualcuno dipende dai risultati che ci saranno, però possiamo fare quel passo avanti".
Manca un mese e mezzo alla fine della stagione, ci sono otto giocatori che hanno la situazione contrattuale a scadenza, tra prestiti e calciatori che hanno il contratto che finisce. Lei mi ricordo che qualche tempo fa disse che non era mai capitato in carriera di lavorare con così tanti giocatori con un futuro incerto. Volevo chiederle se ci sono delle novità su questo fronte.
"Questa situazione non è una novità, è una situazione che esiste dall'inizio dell'anno. Quindi siccome non si è affrontata prima, è rimasta tale e quale, e quindi non è assolutamente una novità. Questi sono ragazzi seri. È imprevedibile adesso dire che cosa succederà tra un mese, un mese e mezzo, dipende poi dalla volontà della proprietà, dipende dalla volontà dei giocatori. La situazione è molto chiara, molto chiara. Chi va a scadenza, chi è in prestito, chi potenzialmente potrebbe essere sul mercato per le famose, insomma, miglioramenti del bilancio. Però queste sono situazioni che in questo momento non riguardano nessuno. Pellegrini, a fine partita, aveva perso 5 a 2 a Milano e ha messo la faccia, è andato a fare l'intervista. Io non so se oggi non siamo in grado per nessuno di dire che cosa succederà, però so che questi sono tutti ragazzi, io devo molto e sono molto riconoscente a tutto questo gruppo per come hanno interpretato la stagione fino adesso. E su questo non è che dopo una sconfitta io cambio opinione. Sono comunque riconoscente, voglio fortemente insieme a loro cercare di chiudere bene la stagione, possibilmente con un traguardo che è ancora fattibile, che è diventato molto più difficile, che nessuno ci aveva accreditato, almeno fuori da Roma, nessuno ci aveva accreditato. Noi ci siamo accreditati di quel traguardo lì, e che vogliamo fortemente ancora provare a raggiungere. Questa è la situazione. Poi dopo quello che succederà tra un mese è imprevedibile, ma forse anche le ultime partite che giochiamo tutti insieme giocheremo al massimo delle nostre possibilità e questo è bene che sia chiaro. Poi potremmo dire che siamo stati bravi o meno bravi, ma mai che non ci abbiamo provato a metterci tutto".
Ci può spiegare che cosa è mancato o magari manca a giocatori come El Aynaoui, Ghilardi, Zaragoza, Vaz per imporsi da titolari con continuità in questa squadra?
"Se lei vede anche i giocatori come me, io faccio delle scelte, quindi non è che se evidentemente faccio giocare Mancini, poi Ghilardi ha giocato tantissimo. Vaz ha giocato più che al Marsiglia. Non manca niente, hanno giocato tutti in questa squadra e stanno giocando tutti. Poi, se lei vuole che giochi Vaz al posto di Malen, se vuole che giochi Ghilardi al posto di, non so, di Ndicka, certo, c'è una squadra, c'è una squadra che gioca con continuità. Ci sono dei giocatori che giocano, che entrano e che secondo me sono anche cresciuti, compresi quelli che lei sta dicendo. Se non gli basta, non lo so".
In cosa non è da quarto posto questa squadra, secondo lei? Nella qualità di alcuni giocatori titolari, nelle alternative oppure semplicemente perché nell'ultimo periodo ha perso tanti giocatori?
"Sicuramente tutte le flessioni che abbiamo avuto sono state molto pesanti. Da un certo punto del campionato in poi, indubbiamente hanno pesato. Questo non significa che noi non abbiamo provato sempre a cercare di stare più in alto possibile. Da quando eravamo molto in alto, quando siamo scivolati un po' sotto, adesso continuando. Poi sulla discussione di qual è il valore, se un giocatore deve giocare titolare o deve farla a meno, se la squadra può vincere lo scudetto, può arrivare terza, seconda, quarta, degli avversari, il paragone con gli avversari, è liberissimo ognuno di fare le proprie valutazioni. La mia valutazione è che questa è una squadra che l'abbiamo messa noi tra i quattro. Noi il traguardo l'abbiamo messo. Al di là degli avversari, che sono sicuramente di valore, noi ci siamo imposti quel traguardo lì. Vogliamo raggiungere, se poi non ci riusciamo, avremo fatto il massimo per cercare di raggiungerlo. Quindi il traguardo l'abbiamo messo noi. Poi se ci sono stati gli infortuni, se la squadra non è completa, se tutta quella serie di condizioni, ognuno è libero di fare le proprie valutazioni. Il traguardo l'abbiamo messo".
Lei ha ripetuto il concetto dell'importanza di mantenere un certo nucleo di questa squadra, che va rinforzata ma non va smantellata. Contemporaneamente però è emersa una volontà differente da parte del club, che ha lasciato intendere il fatto che diversi giocatori che sono qui da molto tempo potrebbero essere invece oggetto di discussione per il futuro. Esiste questa differenza di vedute?
"Non so, io penso a giocare sette partite e ottenere il gruppo più forte possibile, lavoro nella direzione di cercare di raggiungere al massimo questo traguardo. Quelli sono discorsi che verranno fatti nelle sedi opportune, eventualmente, da chi li farà. Io le dico che in questo momento noi abbiamo sette partite da fare. Abbiamo ancora, e poi indipendentemente dai traguardi, più o meno, noi fino all'ultima partita che giocheremo a Verona il 24 maggio, noi saremo sempre persone serie. Questo è il nostro dovere".
Le riporto una domanda dei nostri ascoltatori in radio. Perché in certe partite, per esempio a Milano, quando si rende conto magari che le cose non stanno funzionando, Gasperini non cambia un po' il modo di intendere la squadra, perché non fa come altri allenatori che magari si mettono lì di improvviso un blocco basso e difendono se vedono la mala parata o cose di questo tipo?
"Allora, fino a dieci minuti del secondo tempo, abbiamo fatto un'ottima gara, a Milano, non c'era nessun presupposto tecnico. In dieci minuti abbiamo preso tre gol e la partita è andata in una direzione che non era mai andata durante il campionato. Quindi sotto quell'aspetto lì, io credo che noi abbiamo sempre fatto delle ottime gare, poi ne abbiamo perse alcune di troppo, molto spesso per episodi, abbiamo vinto tante partite, abbiamo vinto 18 partite. E perché credo che la strada sia quella di vincere le partite, poi sarebbe bello non perdere, pareggiare quelle che non riesci a fare tue. Però la Roma sotto quell'aspetto è quella. Quello è il mio modo di interpretare il calcio, quello è il mio modo di, che non per caso a raggiungere degli obiettivi".
Volevo proporre un gioco, forse anche stupido, però la Roma raggiunge quello che è l'obiettivo Gasperini resta, la Roma non raggiunge quell'obiettivo, Gasperini non resta. Le dà fastidio un po' questo modo di pensare magari che se si arriva a quell'obiettivo allora si può continuare, altrimenti si deve cambiare?
"Ma chi lo dice questo? Se lo fa la dirigenza, ha senso se lo fa. Però non so chi... Io sono per il libero pensiero. Tutte le persone, soprattutto quelle appassionate, i tifosi sono veramente importanti e libere di fare ogni tipo di pensiero. È una forma di pensiero, se può valere anche quello, se arrivi bene, sennò vai fuori. Non lo so dire che la Proprietà non mi aveva mai detto di andare in Champions quest'anno, l'ho detto io. Quindi, però va bene".
Siamo a sette partite dalla fine della sua prima stagione da allenatore della Roma. A che punto è il suo processo?
"Io penso che un unico obiettivo sia sempre cercare di migliorare le squadre, di farle sempre più forti. Quando le squadre sono più forti e quindi hanno più possibilità di fare risultati, si aggiusta tutto, funziona tutto. Funziona tutto benissimo. Quindi l'unica cosa a cui penso io è quella. Come cercare di fare le squadre sempre più forti. Quando fai quello, nel calcio funziona tutto quanto".
Contro il Pisa possiamo aspettarci una titolarità da parte di El Aynaoui?
"Ultimamente non ha giocato molto, dopo la Coppa d'Africa no, secondo me ha avuto delle difficoltà, si toccava. Però è un ragazzo sano, come ho detto tante volte, un ragazzo che in un certo periodo prima della Coppa d'Africa stava facendo molto anche bene e ha giocato anche con grande continuità. Ultimamente, nelle partite in cui è entrato o ha giocato dall'inizio, ha avuto sicuramente un rendimento non lo stesso di qualche tempo fa, però, come ho detto prima, è un ragazzo sano, quindi ci conto che possa far bene ancora".
C'è qualche calciatore che lei reputa indispensabile?
"Penso che, come ho detto prima, le squadre, per cercare sempre di migliorare, non prima di pensare di privarti di quello che hai, devi capire quello che metti. Poi, questo è sempre il punto focale, no? Tutti quanti vorremmo, non so, Messi, Ronaldo, chi per lui, però poi dopo, devi sempre capire questo. E l'obiettivo è quello di migliorare le squadre di volta in volta. Mi sembra che la Roma, ho visto su Transfermarkt, quindi una cosa semplice, negli ultimi due anni sono arrivati 30 giocatori. Di cui, forse 4 o 5 stanno giocando in questo momento, forse meno. Se chiedi a me, ma penso di non dar colpa a nessuno, ma una mia idea, forse c'è bisogno di target magari meno questo e magari più quello. Anche perché Roma ha visto giocatori importanti e squadre importanti, quindi il pubblico li conosce quelli forti, li ha visti. Forse sono più propenso a quel tipo di idea che a prendere 30 giocatori, però questa è un'idea mia. Può essere anche non condivisibile, non è un problema".
Qual è il target di giocatori che si augura di trovare sul mercato?
"Questa qui è una scelta che deve fare la società, ma ci sono tanti modi. Uno di andare su giocatori magari con dei contratti molto alti, come è successo, e che magari la proprietà non ha più intenzione di fare questo. L'altro di andare su giocatori giovanissimi, che però non so se una piazza come Roma può recepire. Se metti tanti giovani dentro il campo probabilmente abbassi anche le ambizioni della squadra. Altro ancora, l'ideale è il target, ma è questo, in questi target giusti, costi, stipendi, è facile? No, è possibile forse, se è quello il target lavori su quello. E cerchi di, poi, se ne trovi 10, bravo, se ne trovi 2, metti 2. Io la vedo così, come situazione. Poi bisogna realizzarle le cose. Però prima bisogna capire la strada, questo credo sia la cosa più importante. Allora, io oggi veramente ho voluto proprio cercare di chiarirvi il più possibile, così adesso poi le sette partite mi lasciate stare su questi argomenti. Poi io di fuori di queste conferenze, con voi non parlo, e lo sapete. Perché avete tutti il mio numero di telefonino, però se guardate non c'è un mio messaggio e non c'è una mia telefonata. Forse dai primi giorni che sono arrivato qua, che ci siamo conosciuti, punto e basta. Quindi, non ho altre notizie da darvi, ve l'ho detto tutte oggi, e dopo ci rivediamo la settimana prossima, che c'è un'altra bella partita. Basta, ho voluto cercare di essere più chiaro possibile anche per togliere tutte queste dicerie e spero di aver detto di essere stato abbastanza chiaro. Ora, per me esiste il Pisa domani, se giochiamo e riusciamo a vincere una partita. Domani sera siamo un po' più felici".
(asroma.com)