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(01/07/2026) On Air

Antonio Felici a Te la do io Tokyo: Speravo che si chiudesse tutto entro il 30 giugno, per cui resto vigile e non sono rilassato

Antonio Felici di France Football è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.

"Io resto vigile non rilassato perché qui sembra sempre tutto tranquillo e sereno e poi sbucano le proroghe, le controproroghe, gli aggiustamenti, nel più perfetto stile burocratese, che la Uefa ha voluto intraprendere trasformandosi in una sorta di Unione Europea bis, che è un abisso burocratico praticamente. 
 
Il fair play finanziario nasce quando i dirigenti dei massimi club europei, in prima fila quelli italiani, mi ricordo Galliani e Moratti in primis, andarono in ginocchio, pregando di inventarsi qualcosa per arginare l'arrivo in Europa dei grandi investitori stranieri, che all'epoca erano russi e arabi, poi i russi si sono persi per strada e sono rimasti gli arabi, perché questi avevano capacità di spesa incalcolabili rispetto alle proprietà di allora dei grandi club europei. Così nacque il Fair Play Finanziario, da un'esigenza giusta, ovvero quella di contenere l’indebitamento dei club, perché negli anni passati eravamo arrivati nella condizione per cui grandi club europei, vedi il Real Madrid che aveva 700 milioni di debiti che poi ripiani vendendo la Ciudad Deportiva, il Chelsea che aveva 600 milioni di debiti nei confronti del suo proprietario Abramovich, ecc. ecc. e non si riusciva ad andare più avanti. Allora l'idea era quella di ridurre se non cancellare l'indebitamento dei club. Con la scusa di limitare l'indebitamento dei club, hanno inventato questo meccanismo dei controlli di bilancio che praticamente ha un unico risultato, cioè quello di favorire i club forti tradizionali a scapito di tutti gli altri. Per cui, se c'è un investitore nuovo che vuole prendere una squadra che non è top 5 o top 10 in Europa e vuole farla diventare grande fa fatica a farlo perché trova tutti questi paletti, mentre prima non esisteva questa limitazione. Quindi questo fair play finanziario è stato inventato per favorire le grandi tradizionali a scapito di tutti gli altri. Poi è diventato una sorta di alibi per quei proprietari che con la scusa del fair play finanziario dicono che più di tanto non possono investire. Naturalmente esistono le scappatoie, c'è la possibilità di pagare una multa senza rispettare il settlement agreement. 
 
Io speravo che al 30 giugno la questione venisse chiusa, perché non si può accampare con questa spada di Damocle sulla testa continuamente. Adesso è saltata fuori questa cosa che si può prorogare di un mese. Gli acquisti che farebbe la Roma a luglio finirebbero nel bilancio 26/27, fuori dal settlement agreement, quindi la proroga è per le cessioni e le plusvalenze. Se è così, può essere un relativo vantaggio, perché magari la Roma non è riuscita entro il 30 giugno, ci riesce il 15 luglio e le cose vanno a posto. Però attenzione: se la proroga vale per tutti, anche il Marsiglia potrebbe temporeggiare fino a fine luglio per Greenwood e il vantaggio rischia di annullarsi. Io sono iper vigile, perché la mia preoccupazione è che andiamo avanti un altro mese con la situazione bloccata. Questa storia della proroga è sbucata un po' all'improvviso, a dimostrazione del fatto che questo fair play finanziario è una cosa un po' ondivaga. Un conto è avere una regola uguale per tutti, con sanzioni per chi non le rispetta, un conto è sentir parlare di "trattativa con la Uefa", allora così vale tutto, vuol dire pure che chi ha buoni rapporti con la Uefa spunta di più, chi ha brutti rapporti spunta di meno, è un sistema allucinante. 
 
Io dopo anni resto della mia idea: se vuoi evitare che i club siano troppo indebitati e non paghino gli stipendi, devi mettere un vincolo all'indebitamento del club, obbligando il proprietario a ripianare ogni anno, e basta. Se non ce li hai e non riesci a rispettare gli impegni, allora devi essere escluso dalle coppe. Se c'è proprietario pieno di soldi e che vuole investirli, perché glielo devo impedire? È una cosa idiota, visto che sono soldi freschi immessi nel sistema, perché se uno ripiana e investe poi questi soldi si ridistribuiscono attraverso il calciomercato. Invece aver creato questo meccanismo farraginoso che per alcuni si interpreta, per altri si applica in maniera ferrea, ha come unico risultato quello di attribuire a chi sta alla Uefa un enorme potere e questo è il motivo per cui Ceferin non cederà mai, perché ha troppo potere. 
 
Resto dell'idea che l'El Aynaoui visto nella Roma sia un po' al di sotto delle sue possibilità, secondo me è un po' meglio di quello che ha fatto vedere nella Roma. Io un po' di fiducia per un anno gliela darei. Nella partita lui ha sempre quel piccolo passaggio a vuoto, gli manca ancora questo, forse per una questione di concentrazione, ma se fa questo passaggio, secondo me diventa un bel centrocampista

 

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