Antonio Felici di France Football è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"Se comincio a essere preoccupato della situazione verso il 30 giugno? Sì, perché il tempo passa, la situazione resta stazionaria e chiaramente non si può avere lo stesso ottimismo di inizio mese. È proprio la tendenza che preoccupa. Magari normalmente si accavallano voci di mercato, situazioni, interessamenti, poi magari non si concretizzano, però c'è un po' di carne al fuoco. Qua l'impressione è che di carne non ce ne sia, ovvero le famose offerte. Il gioco di sponda eventuale con l'Arabia non si può paragonare con Palestra: l'Atalanta ha avuto come sponda l'Inter, ma dal punto di vista del giocatore la cosa funzionava, perché tra Inter e Chelsea, come caschi, caschi bene, devi solo decidere dove andare a guadagnare di più. Nel caso di Soulé quella araba mi sembra una sponda moscia, perché un giocatore come lui che ancora non è esploso, se va in Arabia può dire addio a una carriera di alto livello, è quasi una certificazione di fallimento. Per cui è chiaro che dal suo punto di vista a lui converrebbe restare alla Roma più che partire, per cui l'Arabia non è una grande sponda. Comincio a essere preoccupato nel senso che qualche giorno fa ero più ottimista, poi alla Roma c'è gente che sa lavorare soprattutto da quando è arrivato il nuovo direttore sportivo, sono ancora abbastanza sicuro che qualche soluzione riusciranno a trovarla. Ma razionalmente, ogni giorno che passa, le possibilità di successo diminuiscono.



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