Come sta Cristante?
"Cristante ha un problema al collaterale, sta recuperando, ma ci vorrà tempo. Se salterà sia Como che Real? Non ne sono sicuro, ma non rischieremo niente visto che le partite ora sono tante e l'obiettivo è recuperarlo al meglio: anche se dovesse saltare una o due partite in più".
Come si gestiscono tutte queste partite ora: gli allenamenti diventano direttamente le partite?
"I cinque cambi aiutano un po' in questo, anche se quattro sono significativi e l'altro meno. Il dispendio energetico è notevole. Con più partite per gli allenatori la gestione non è così complicata, puoi ruotare più giocatori e utilizzare tutta la rosa, avendo così meno problematiche. Lo svantaggio sono solo gli infortuni, giocando così tante partite il pericolo che ci siano degli stop aumenta. Non c'è una spiegazione sul numero di infortuni, si può fare prevenzione ma nel calcio è sempre successo".
Che vendemmia è stata quella della stagione scorsa per lei? Qual è stata per lei la chiave vincente nella realtà romana?
"Sono tanti piccoli fattori. Il primo è stato aver trovato un gruppo di giocatori con una disponibilità enorme nei miei confronti. L'ho visto fin dai primi allenamenti. Loro arrivavano da un buon finale di stagione, ma mi hanno dimostrato subito di avere credibilità nel cercare un altro tipo di calcio. Il loro entusiasmo è stato fondamentale, poi la fiducia della società ed essermi riuscito a farmi apprezzare da una piazza che mi ha accolto da rivale e quindi c'era un po' di scetticismo. Questa per me è stata una grande gratificazione: oggi sono davvero felice di essere apprezzato".
L'hanno cercato anche altre squadre prima di arrivare alla Roma. Che rapporto ha con i Friedkin?
"Si tratta di un rapporto diverso rispetto a quello con i Percassi, che erano presenti quotidianamente. Il rapporto andava anche oltre il lavoro. Con i Friedkin questo non succede, ma sento sempre la loro fiducia e il loro sostegno anche se vengono molto poco a Roma. Adesso hanno messo Galantic che fa da collegamento stretto tra la Roma e loro. Il mio obiettivo è riuscire a coinvolgerli molto di più, ma non tanto per me, che sono nelle condizioni di lavorare bene, quanto per loro stessi e per i tifosi. Riportare maggiore presenza in vista del centenario e del nuovo stadio, per cui faranno un investimeento importante, è un mio obiettivo".
La Roma non ha mai battuto il Como fuori casa. Cosa le piace del gioco di Fabregas?
"Chi segue il calcio, apprezza l'evoluzione del Como. Non è solo figlia di investimenti di una proprietà molto facoltosa, ma anche della qualità del gioco che esprimono. Una miscela di componenti che fa sì che il Como sia accreditata tra le migliori del campionato. Scudetto? Non lo so, tutti riconosciamo che l'Inter è superiore alle altre. Però il Como è sicuramente tra quelle che possono giocarsela. So che ha mostrato il nostro gioco col Subbuteo, adesso me lo studio anche io un po' e vedo come trovare qualche contromisura. Visto sul Subbuteo mi ha bloccato e ha vinto il Como. Speriamo domenica sia diverso (ride, ndr)"
Arriva anche il Real Madrid. Perché i tifosi della Roma hanno amato così tanto Mourinho?
"Lui è una persona speciale e persone così ottengono successi oltre a quelli del campo. Qui ha vinto una Conference League e ha giocato una finale, in campionato magari ha fatto meno. Ma è una persona che è stata apprezzata dalla tifoseria e vuol dire che ha davvero qualcosa di speciale"
Continua ad aspetta l'arrivo di un attaccante. Succederà a gennaio?
"Non è facile, gli attaccanti sono sempre i più ricercati e costosi. Chi li ha, difficilmente se ne priva. Noi abbiamo un buon reparto, quel ruolo manca ma non è che giochiamo in dieci, lo abbiamo sempre coperto".
Il rendimento di Soulè?
"Anche lo scorso anno, nel girone d'andata, ha fatto qualcosa di straordinario e poi è stato frenato dalla pubalgia. Si è curato durante l'estate e quando è arrivato al ritiro era sovrappeso ma adesso sta giocando ad alto livello. Ora ha esordito con l'Argentina e questo per me è sempre un premio per tutta la squadra".
Malen e Dybala come stanno?
"Malen doveva recuperare da un problema e sta bene. Paulo si sta allenando come sta facendo da inizio luglio. Sono davvero contento per lui, è un ragazzo che quando va in campo si sente bene. È uno nato con il pallone e quando doveva saltare partite e allenamenti era triste. Lo vedo felice, ha voglia di giocare. Sono bei traguardi".
L'addio di Messi sarà emozionante anche per lei?
"Assolutamente sì. Ne ho visti tanti forti di giocatori, ma fatico a pensare a un calciatore che ha fatto quello che ha fatto Messi. Anche se di pochissimo, è stato il migliore di sempre. Quella roba che fa si vede solo sulla PlayStation. Mi dispiace che finisca la carriera, ma sono felice di averlo visto per così tanti anni".
Dybala e Molina non sono potuti andare però
"Siamo troppo vicini a una partita fondamentale. L'Argentina è lontana, avrebbero fatto troppe ore di volo e questo era un problema. La Roma ha preferito di no".
La Roma ha anche deciso di non cedere Konè in estate...
"Non si poteva sostituirlo in così poco tempo. Non c'era niente di fattibile. Il mercato è durato tanto, fare una cessione all'ultima ora era impossibile anche per i tempi. Questi trasferimenti poi presuppongono l'ingresso di tantissime persone, non vedo come si potesse fare. Personalmente poi sono contento sia andata così, avrà il modo come sta già facendo di aumentare ancora il suo valore".