Queste sono le partite che sembrano facili, ma in Champions non c'è nulla di facile: la squadra sta bene
"Indubbiamente, la squadra ha morale e sta bene. Non deve compiacersi troppo, ma fare le cose essenziali e giocare con continuità. In certe serate, come questa, può permettersi di essere un po' più precisa".
La squadra è ripartita subito dopo il Real e ha istituzionalizzato il turnover, ma i principi restano gli stessi.
"Sono risposte importantissime, il calendario è quello e abbiamo bisogno che tutti, quando partecipano, siano all'altezza di ciò che chiede la Roma. Queste risposte sono importanti, che consentono di andare avanti con fiducia e di allargare la rosa di potenziali titolari un po' a tutti".
Ora ci sono due partite in trasferta, Manchester United e PSG: non vedi l'ora di giocarle?
"Sì, l'unica cosa che mi preoccupa è che tutte le volte che giochiamo questo tipo di partite rischiamo di perdere un giocatore. Ora abbiamo recuperato Cristante e perdiamo Pellegrini, in certi reparti siamo un po' contati. Questo è l'unico pericolo di queste partite che per il resto sono tese ed eccezionali. Per noi sono un banco di prova incredibile, ma qualunque sia il risultato ti porti sempre qualche informazione maggiore e hai la possibilità di crescere. La Champions è straordinaria per questo. Affronteremo queste due gare con questo spirito".
C'era il rischio di sottovalutare questa partita, ma non lo avete fatto.
"Era importante fare una partita seria fin da subito, un po' per l'esigenza dei tre punti e un po' perché in Champions non ci sono squadre facili da affrontare. Non ci sono in campionato, figuriamoci in Champions. Siamo stati bravi per come l'abbiamo interpretata, stiamo ruotando parecchi giocatori tra una partita e l'altra e questo ci permette di avere una buona freschezza o per lo meno di non avere troppi alibi di fatica. Giocando così è un po' troppo, ma trovi anche un ritmo e una condizione migliore. Ci sono alcuni giocatori che stanno bene e finché stanno così è giusto farli giocare".