Il migliore anno della nostra, e della loro vita comincia con una feroce contestazione e termina in un caldo abbraccio in quel 17 giungo di venticinque anni fa. La retorica ci guida, e sono tanti a pensare che se non ci fosse stata quella scesa di massa a Trigoria dei tifosi dopo l'eliminazione prematura alla "prima" di Coppa Italia a Bergamo contro l'Atalanta, la Roma il suo terzo scudetto non lo avrebbe mica vinto. [...] Ma ci sentiamo di dire, a distanza di un po' di anni, che quella squadra, forse, lo scudetto lo avrebbe vinto lo stesso, perché Fabio Capello (un anno prima chiese lui di poter allenare la Roma), un generale che a Trigoria decideva tutto, anche dove i suoi dovevano parcheggiare, aveva preteso tre innesti mirati per il salto di qualità: Samuel, Emerson e Batistuta, da inserire in un gruppo che già splendeva con gente come Cafu, Zago, Aldair, Candela, Tommasi, Montella, Delvecchio. [...] E' stato lo scudetto di Batigol, con la sua mitraglia tirata fuori solo nel derby di ritorno; di Totti, il 10 di una storia che ancora oggi lui riesce a scrivere e raccontare nonostante abbia smesso da quasi un decennio. E' stato lo scudetto di Zebina, che Capello e il suo vice Galbiati costringevano a palleggiare scalzo, per affinare la tecnica. Il fisico ce l'aveva, non andava certo modificato. E' lo scudetto di Tommasi, che quell'anno era baciato dal Signore, di Assunçao, che brontolava anche più di Montella, perché il tecnico bisiaco lo faceva giocare poco, ma entrambi sono stati decisivi nel momento opportuno, vedi i gol di Vincenzo nel girone di ritorno e quelli del brasiliano su punizione, ad esempio contro l'Inter all'Olimpico.
[...] È lo scudetto delle gemme di Candela, in gol a Verona, a Brescia e a Bari, il giorno in cui una città intera ha invaso il San Nicola. E' lo scudetto di Aldair, che ogni inizio estate si presentava davanti al cancello di Trigoria e borbottava un "me ne vado, è l'ultimo anno" ma alla fine è riuscito a entrare pure lui nell'eternità e lo è di Zago, un animale gentile e di Cafu, il trenino dei sorrisi. [...] E' lo scudetto di Franco Baldini, che viaggiava in giro per la toscana a convincere, oltre ad Abel, pure il fisioterapista di Gabriel: gli aveva promesso la maglia numero 9 e la fascia di capitano. [...] E' lo scudetto di Franco Sensi, l'uomo che ha scelto Capello perché "amico del palazzo" e perché unico in grado di tenere a bada una piazza calda come quella di Roma. [...] E' lo scudetto di Delvecchio, che ha corso chilometri e chilometri per tutti, anche per Totti. Roma-Parma è l'apoteosi finale: all'Olimpico non si vedevano le teste dei tifosi, solo bandiere al vento, che era decisamente al minimo. Era il 17 giugno, tardissimo, visto che il campionato - per beghe tra calciatori e Lega - era cominciato a ottobre. L'invasione pacifica aveva spaventato tutti. «Dilettanti» urlava Capello a chi gli passava davanti durante la partita, che non era ancora finita. Il buon senso dell'arbitro Braschi e dei calciatori del Parma (Buffon e Cannavaro su tutti), hanno fatto sì che la festa fosse solo rimandata di qualche minuto. Il delirio dal fischio in poi. E per lunghi 25 anni. [...]