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(14/09/2021) On Air

Virginia Raggi ospite a Te la do io Tokyo. AMA, ATAC, nuovi progetti, stadio...e tanto altro (audio completo)

Virginia Raggi, Sindaco di Roma Capitale, è intervenuta in diretta a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda tutti i giorni sui 101.500 di Centro Suono Sport dalle 10 alle 14.

Come sta? “Bene, grazie. Si continua in questo periodo di campagna ma va bene”.
 
Cinque anni fa Lei si presentava come il candidato Sindaco di opposizione, questa invece è una campagna elettorale per la riconferma a Sindaco. Come cambia l’approccio alla candidatura? “La campagna elettorale è un po’ diversa perché partiamo da cinque anni di amministrazione che mi hanno consentito di conoscere a fondo la macchina amministrativa che ho ricostruito. La cosa assurda è che abbiamo trovato, come dico sempre, una macchina senza pedali, senza volante. L’ho ricostruita, ho iniziato a farla camminare e adesso so farla correre. Quando ascolto francamente i miei avversari, tra l’altro in quelle rare volte in cui si presentano, perché pare abbiano inaugurato la stagione delle fughe, non si presentano quasi mai ai confronti, io sento dire cose assolutamente ai limiti dell’irrealtà. Tra l’altro molti di loro presentano come programmi futuri, parti di attività e progetti che abbiamo già attivato in questi cinque anni, quindi neanche hanno ben fatto i compiti se posso permettermi di dire, perché non sanno neanche cosa sta accadendo in città. La campagna è diversa, abbiamo avviato proprio un’azione di risanamento dei bilanci, che come sapete ci è stata certificata da Standard & Poor's, che è una delle più grandi agenzie di rating internazionali. Abbiamo riattivato tutti i bandi pubblici e questo significa dare lavoro alle imprese che lavorano e che operano su Roma, hanno ricominciato ad assumere. Abbiamo iniziato a pagare le imprese, pensate. Le imprese che lavorano con Roma Capitale, quando sono arrivata, prendevano i soldi, quando li prendevano, con una media di 57 giorni, oggi li prendono tutti a 11 giorni, data fattura a fine mese come si dice in gergo. Quindi abbiamo ricominciato a mettere liquidità nel sistema, questo significa dare lavoro soprattutto oggi dopo il Covid, quando il lavoro è la priorità”.
 
Abbiamo chiesto ai nostri ascoltatori ‘Chi votereste?’ e ha vinto Lei: “Quando giro per la città e giro spesso, lo facevo da Sindaca e lo faccio anche adesso in parte da Sindaca e in parte da candidata, io incontro persone che sono con me, che mi incitano ad andare avanti. Perché, ripeto, aver sistemato, aver fatto la parte più difficile del lavoro, quella se volete meno gloriosa, quella della ricostruzione faticosa, ci ha consentito anche di fare interventi come portare la luce in tante periferie che non l’avevano o avviare la costruzione di impianti di depurazione, portare l’acqua, e allo stesso tempo abbiamo lavorato su obiettivi molto più grandi. Sapete che abbiamo lottato nella fossa dei leoni per avere quattro partite di UEFA 2020 qui o abbiamo portato la Formula E qui a Roma, abbiamo ottenuto gli Europei di Nuoto nel 2022 e gli Europei di Atletica nel 2024. Quindi abbiamo lavorato a più livelli. Abbiamo riattivato tutta la manutenzione ordinaria della città, le strade, le scuole, le case popolari. Certo lo dico in maniera molto chiara, non abbiamo trasformato Roma in Lugano in cinque anni, sarebbe stato impossibile, ma abbiamo riavviato tutti questi processi. Quello che io mi candido a fare è proprio dare continuità e iniziare a correre, perché oggi abbiamo tre grandi sfide davanti: quella del PNRR, quella del Giubileo 2025 e come sapete ho candidato Roma per accogliere Expo 2030. Questo vuole dire avere davanti a noi dieci anni di investimenti sulla città che, se ben condotti, se ben portati a compimento, trasformano la nostra città. Pensate al piano urbano della mobilità sostenibile. In questi anni ho pianificato e sto iniziando a realizzare le basi per una trasformazione radicale della mobilità su Roma: il traffico. Abbiamo sempre detto tutti che non ne possiamo più però mai è stata attuata la famosa cura del ferro di cui tutti parlano. Noi invece abbiamo iniziato a realizzarla. Abbiamo progettato dodici linee di nuovi tram, cinque di queste linee sono state già finanziate e quindi andranno a gara per i lavori e cinque di queste dovranno essere aperte e attivate entro il 2025. Sulle altre sette stiamo completando le progettazioni, le portiamo ai ministeri e ci facciamo dare i finanziamenti. Oppure come ho già fatto chiediamo i finanziamenti del PNRR, diciamo che prendiamo quelli che arrivano prima, siamo molto democratici, e mettiamo come dire in opera anche questo. Vedete tanti cantieri in città, quello che avviene normalmente nelle altre città del Mondo, sta avvenendo anche a Roma, una città che si trasforma costantemente. Se non andiamo avanti in questa direzione Roma si blocca, Roma torna indietro di dieci anni. Io guardo non tanto i miei avversari, gli altri candidati, e sono un po’ dei burattini, io guardo i partiti che ci sono dietro. Ci troviamo davanti ai nomi, le dirigenze dei partiti che storicamente hanno messo le mani su Roma, sono sempre loro, sono quelli che dal 2000 al 2008, giunte di sinistra, il Pd o come si chiamava prima, che hanno creato il famoso debito da 13 miliardi. Peraltro senza lastricare la città d’oro. Perché vedete io ci posso anche stare: hai fatto 13 miliardi di euro di debito ma la città è d’oro, ha un senso ma non è cosi e noi ogni anno dobbiamo pagare e pagheremo fino al 2048 200 milioni per ripagare quei debiti che però non si sono trasformati in servizio e in infrastrutture vivibili. E 200 milioni delle nostre tasche che noi potremmo dedicare per servizi nuovi sulla città li dobbiamo dare alle banche, dalle quali ho ottenuto anche uno scontro di 2 miliardi e mezzo andando a rinegoziare il debito ma sui 13 miliardi è comunque un pezzetto. Pensate che con un milione si può costruire un asilo nido, con un milione si possono comprare tre autobus e potrei continuare. Questo per dare un po’ a tutti la misura di cosa vuol dire 200 milioni, altrimenti rimane una cifra un po’ appesa. Le dirigenze che sono dietro a Gualtieri sono queste, le dirigenze che sono dietro a Michetti sono quelle che c’erano in epoca Alemanno e che hanno devastato con le varie parentopoli ecc… Io credo che sia ora di continuare andare avanti in questa direzione, in cui la meritocrazia vince. Perché i bandi non sono una parolaccia.  Un bando pubblico, oltre ad essere una procedura prevista dalla legge, e non è proprio un dettaglio e non è mai stata applicata fino in fondo a Roma fin quando non sono arrivata io, è quella che ti consente di dire ‘Care imprese io devo effettuare questo servizio’, pensiamo alla manutenzione delle strade che ci viene facile, ho 100 milioni di euro e partecipano tutte le imprese con i loro progetti, le migliori imprese vincono. Questo cosa vuol dire? 1 che possono partecipare tutti, 2 che vince la qualità, non vincono gli amici degli amici, si ricomincia a far girare l’economia. Lo dico perché sembra assurdo io ho ricevuto persone che avevano ditte, che avevano vinto i bandi sul verde, voi sapete che il verde era uno dei settori principali di Mafia Capitale, verde e politiche sociali, del resto Buzzi lo diceva che con gli immigrati si facevano più soldi che con la droga, quindi abbiamo ricominciato ad assumere i giardinieri, ricominciato a comprare i macchinari e abbiamo trovato i fondi per fare le gare regolari, 108 milioni di euro non c’erano mai stati. Ho incontrato le ditte che hanno vinto, avevano le lacrime agli occhi: pensate a persone di 50, 60 anni con le lacrime agli occhi che mi ringraziavano dicendomi ‘Sindaca prima di Lei non avevamo mai lavorato con Roma, perché non conoscevamo nessuno, non ci facevano entrare, non avevamo la possibilità’, abbiamo riattivato le nostre imprese che stavano fallendo, abbiamo ricominciato ad assumere. Questa è politica industriale vera”.
 
Quando abbiamo fatto il nostro sondaggio, i vostri sostenitori dicevano ‘Voto la Raggi perché la cosa più importante è che loro non rubano’. Cosa ne pensa? “Non basta, è una pre-condizione. Io credo che molte persone enfatizzino questo aspetto perché purtroppo questa pre-condizione, questo requisito si è un po’ perso, si era un po’ perso prima che arrivassimo noi. Purtroppo ce li ricordiamo tutti gli articoli che ogni tanto escono sui giornali, asfalto e mazzette, corruzione… Ma ci ricordiamo che Roma era considerata ‘Roma Ladrona’, ‘Roma la Capitale della corruzione’, così eravamo considerati. Ma non perché c’era una stampa contro ma perché oggettivamente gli appalti venivano dati agli amici degli amici, c’era un sistema feudale a Roma. Questa è una cosa gravissima. Allora quello che abbiamo fatto noi è stato semplicemente fare le cose come prevede la legge, intanto non rubare. Tutti i soldi che abbiamo trovato, e che non c’erano prima, non si sa dove erano dispersi, abbiamo iniziato a destinarli ai servizi. Se voi vedete le strade rifatte… Voi non vedete, perché purtroppo non sono lavori visibili, ma se voi sapeste le centinaia di palestre scolastiche che abbiamo rifatto, dove passa la vita la maggior parte dei nostri figli, nelle scuole, l’amianto che abbiamo tolto dalle scuole, la messa a norma dei sistemi anti-incendio nelle scuole… Non fa pubblicità tutto questo, perché nessuno vede i lavori che vengono fatti all’interno delle scuole ma vanno fatti. O i soldi per il verde, o i soldi per le manutenzioni delle case popolari, tutto questo è stato fatto andando a rimettere a posto i conti e non rubando. Ho portato 900 nuovi autobus in città, li vedete sono quelli rossi con la scritta “+ bus per Roma”, li abbiamo comprati con i soldi dei cittadini, nessuno si è messo in tasca mazzette, né i politici, né le aziende che hanno prodotto, perché se non si ruba i soldi ci sono, questo è il tema. Ovvio che non è sufficiente non rubare, è la pre-condizione, poi bisogna fare tutto il resto. Vi racconto una storia: quando abbiamo vinto a Roma, abbiamo preso l’azienda dei nostri trasporti, l’Atac, che aveva oltre 1 miliardo e 300 milioni di debito. Anche qui non è che avevano fatto debito per comprare nuovi autobus, nuovi tram, costruire nuove stazioni metro, tutto lasciato alla malora. Abbiamo risanato l’azienda per tanti motivi: 1 dà lavoro a 12mila famiglie, 2 è un’azienda che nel corso degli anni abbiamo sempre pagato con i soldi nostri, 3 è un’azienda che se ben condotta può tranquillamente arrivare a servire tutta la città senza aumentare il costo del biglietto. Perché il costo del biglietto lo pagano ovviamente i cittadini, il resto dell’azienda viene pagata con soldi pubblici. Se arriva un privato, cosa che vogliono fare tuttora i miei avversari,  il privato per prima cosa deve produrre lucro perché una società commerciale deve avere un guadagno e per avere lucro o taglia i costi, quindi licenzia le persone, smette di acquistare autobus, o aumenta il costo del biglietto. E soprattutto inizierà a dismettere le linee bus che sono meno redditizie, come quelle periferiche. Noi cosa abbiamo fatto: abbiamo salvato l’azienda, abbiamo salvato le famiglie, abbiamo ricominciato a comprare gli autobus, abbiamo fatto gare per l’acquisto di tram, abbiamo adesso una gara in corso per l’acquisto di 50 nuovi tram, per dire. E allo stesso tempo, quando abbiamo fatto la gara per gli autobus, la gara è stata vinta da un’azienda che si chiama Industria Italiana Autobus,con sede vicina ad Avellino. Questa Industria era sostanzialmente fallita, loro hanno vinto e hanno ricominciato a richiamare il personale dalla Cassa Integrazione, hanno ricominciato ad assumere. Io sono stata due volte a visitare la loro azienda. Sono entrata direttamente dentro i capannoni industriali, la prima volta era una desolazione, ve lo dico, c’era l’erbetta che cresceva sul cemento e c’era una linea di produzione che ricominciava a essere attivata. Sono stata due anni dopo, le linee di produzione erano tutte attive, erano piene di dipendenti, e soprattutto quell’Industria grazie all’ordine di Atac è ritornata sul mercato e ha ricominciato a fornire autobus non solo per Roma Capitale ma anche per altre Regioni e Comuni. Questo significa riattivare l’economia. Non a chiacchiere ma realmente. Non rubare è la pre-condizione, poi avere la capacità di realizzare tutto questo è il requisito fondamentale e lo stiamo facendo”.
 
Come andrà a finire il braccio di ferro per la discarica di Albano? C’è qualcosa che avete sbagliato? “Il Tar ci ha dato ragione e continuerà a rimanere aperta. Purtroppo la Regione Lazio ha deciso che il nostro sistema dei rifiuti si debba basare sulle discariche ma in Regione Lazio ci sono aperte solo due discariche e sono quelle di Viterbo e Civitavecchia che chiuderà a breve. Questo ovviamente crea un disastro nella raccolta dei rifiuti, perché noi Comuni non sappiamo dove andare a scaricare i nostri rifiuti e quindi ho dovuto, prendendomi tutte le responsabilità, con un’ordinanza, quindi un provvedimento autoritativo, aprire la discarica di Albano dove non va solo Roma ma anche tanti altri Comuni del Lazio. Il Tar ha stabilito che quel provvedimento era giusto, stiamo cercando di conferire e stiamo conferendo anche lì, quindi mi sono sostituita all’inerzia della Regione. Questo detto in parole povere. 
 
Errori certo che ne sono stati fatti. C’è un vecchio detto che ritengo sia molto attuale: solo chi non fa non sbaglia e questo è un dato di fatto. Sicuramente, a volte, ho nominato persone che non si sono rivelate all’altezza ma ho avuto anche la capacità di rimuoverle e questo l’ho fatto perché dico sempre di avere le mani libere, non devo rispondere ad ordini di partito e lo dico perché a differenza mia gli altri candidati che si presentano, di fatto, hanno le liste fatte dai loro partiti, le giunte saranno nominate dai loro partiti. Quando un candidato come Gualtieri dice ‘io nominerò una giunta e sarà quella dall’inizio alla fine’, secondo me non si è ben capito il ruolo di Sindaco perché dal momento in cui tu sei Sindaco fai un accordo con i tuoi cittadini e l’accordo si chiama programma. Tu devi raggiungere quei punti, se gli assessori che nomini, non sono eletti gli assessori vengono nominati dal Sindaco, ad un certo punto, per motivi vari, non  sono più in grado tu devi essere capace di prendere quella persona, ringraziarla, salutarla e nominarne un’altra che continui il lavoro che ti sei impegnato a  fare. E’ evidente che tanti cambi possono essere oggetto di contestazione ma la linea che ho perseguito non è mai cambiata. Quando ho detto Ama deve essere risanata, ho rimosso il Cda o gli assessori che mi volevano far firmare i bilanci falsi. Oggi Ama è un’azienda che è in corso di risanamento dal punto di  vista economico-finanziario e che ha questo piano industriale che sto realizzando e che realizzeremo nei prossimi quattro anni, perché il piano industriale è per il triennio 2021-2024, che prevede finalmente che Ama sia autonoma dal punto di vista degli impianti. Due nuovi TMB, quello del Salario che era stato dato alle fiamme, e Rocca Cencia che deve essere trasformata in un impianto di multi materiale, non può trattare rifiuto indifferenziato perchè è troppo vicina alle case. Oggi Ama ha i soldi per costruire o acquistare TMB nuovi. O ancora due impianti di compostaggio: la Regione ce li ha autorizzati a fine 2020, dopo 24 mesi dalla nostra richiesta. Stiamo completando le indagini archeologiche e costruiremo due impianti di compostaggio da 60 tonnellate l’uno dove si tratta la parte che puzza dell’immondizia. Stanno arrivando i nuovi camion dell’immondizia, stanno arrivando i nuovi operatori e i nuovi spazzini. Pensate che Ama non assumeva dal 2020, tra pensionamenti e Quota 100 sono andate via 900 persone dal 2009, è una cosa gravissima. Come la fai la raccolta se materialmente non hai personale che materialmente si mette a raccogliere e spazzare. Tutto questo che abbiamo fatto in questi anni è ciò che andremo a realizzare nel prossimo quinquennio. Perché abbiamo fatto un’attività di pulizia dei bilanci, risanamento e pianificazione, cioè non si vive alla giornata, ci sono degli obiettivi specifici. Io faccio un accordo con i cittadini, raggiungo questi obiettivi, poi nomino gli assessori che saranno in grado di raggiungerli. Se nel corso del tempo questi assessori sicuramente per un mio errore di valutazione non si rivelano persone adeguate, io ho le mani libere per toglierli, per rimuoverli. Che garanzie mi dà un Sindaco che dice io nomino una persona e da qui in eterno sarà assessore? E se poi non si comporta bene? Che libertà hai di rimuoverlo? Te devi rispondere ai cittadini, non al tuo partito, non sei schiavo del partito ma sei al servizio dei cittadini. Lo stesso Gualtieri che, con un pentimento secondo me tardivo, dice sostanzialmente ‘io mi sono pentito, la vicenda di Marino è stata vergognosa’ ma poi nomina tra i suoi candidati gli accoltellatori di Marino… Allora i nomi te li hanno imposti quei nomi o li hai scelti tu? Perché se te li hai scelti tu non puoi essere la stessa persona che dice ‘mi dispiace per Marino’, se te li hanno imposti sai perfettamente che hai delle persone che ti tengono la pistola puntata alla tempia, perché come hanno fatto saltare Marino, faranno saltare anche te non appena farai qualcosa che non andrà bene al partito. Questo per dire la complessità del lavoro del Sindaco. E poi ci troviamo di fronte a persone, i miei avversari, che continuano a parlare per sentito dire e anche sulla questione dei rifiuti non hanno minimamente contezza e cognizione. Non hanno soluzioni. Si lamentano ma non propongono soluzioni. Gualtieri ha detto che sulla discarica ci penserà Zingaretti. A Roma servono due discariche, non dice dove le vuole fare ma sappiamo benissimo che i siti  che ha puntato Zingaretti sono la Valle Galeria, Falcognana e Tragliatella. Avesse il coraggio di dire dove vogliono fare le discariche a Roma, tra Falcognana, Valle Galeria e Tragliatella, perché questi sono i siti su cui vuole lavorare la Regione Lazio. Non puoi scappare, ti stai candidando  a fare il Sindaco… Già non vieni ai confronti e  neanche dici dove vuoi fare le discariche? Stesso discorso per Michetti, stesso discorso per tutti Se già partono così per me partono molto male”.
 
Lanzalone è stata una sua libera scelta? Un progetto del 2025 per il Giubileo che può essere uno spot elettorale per rilanciare la città? “Un progetto bellissimo che doveva essere realizzato entro il 2026, ma volendo anche entro il 2025, lo avevamo iniziato a mettere in essere con i fondi del PNRR in realtà con il Governo Conte 2 ed era la navigabilità del Tevere. Avevamo infatti, con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, studiato dal punto di vista ingegneristico la navigabilità del Tevere e avevamo in qualche modo quantificato gli interventi per 300 milioni di euro. Adesso sto recuperando questo progetto, che secondo me è bellissimo, e sto recuperando sentendo tutti i vari ministeri, il Ministro Giovannini, il Ministro Cingolani, proprio per poterlo recuperare e avere finalmente la possibilità di non più vivere il Tevere come una ferita della nostra città ma come una risorsa. Ricordiamoci che purtroppo sul Tevere insistono 11 competenze diverse e nessuna in capo al Sindaco di  Roma, è una cosa vergognosa. L’unica competenza che ha il sindaco è sulla striscia di ciclabile che abbiamo, come avete visto, riasfaltato nonostante tutte le polemiche, poi la riasfaltatura si poteva tranquillamente fare ma siamo stati un mese sui giornali, però in teoria io non posso intervenire. La spiaggia Tiberis che ogni anno realizzo, e che poi devo smontare perché quella è una sorta di area di espansione qualora il fiume andasse in piena, io la realizzo perché ho chiesto alla Regione Lazio la concessione di quell’area. Allora invece con la navigabilità del Tevere, noi non solo ci riprendiamo il nostro fiume, lo rendiamo navigabile, utilizzabile e bello ma probabilmente è la scusa con la quale riorganizziamo anche le competenze e cerchiamo di risistemare il nostro fiume come accade al Tamigi, alla Senna come accade per tanti fiumi urbani nelle altre Capitali internazionali. Non più una ferita ma una vera e propria risorsa e questo si può fare nel 2025 con le risorse del PNRR. E poi sapete, un grande progetto a mio avviso di riqualificazione e rilancio della città è Expo 2030. Expo non la dovete immaginare come quella di Milano che cade in un piastrone di cemento fuori dalla città ma come la Expo di Montreal negli anni settanta. Atterrava in città. Le migliori imprese, in questo caso romane, italiane e internazionali vengono a lavorare nei nostri quartieri, quartieri abbandonati, quartieri da rigenerare, da risanare, parliamo della città del futuro, Roma come laboratorio a cielo aperto. Oggi le agende dei Governi, lo vediamo dal PNRR puntano dritto verso la città sostenibile, la città smart, la mobilità appunto sostenibile e la riqualificazione energetica. Ebbene, venite a Roma e lavoriamo su questi temi: la città smart la realizziamo per esempio nel quadrante EST, utilizziamo la zona dell’hub tiburtino, la Stazione Tiburtina, dove già abbiamo riavviato i cantieri dello SDO, abbiamo la possibilità di richiamare imprese ad investire nella nostra città, non solo nell’anno che precede Expo, questi lavori iniziano tre-quattro anni prima  e continuano. Questi sono i progetti a cui Roma può aspirare, grandi progetti di rigenerazione e riqualificazione della città, per trasformarla davvero nella città del futuro. Ma questo lo fai se hai le mani libere, se non devi rispondere a padroni, se hai la possibilità di continuare questo sistema di appalti puliti che portino i migliori a lavorare su Roma. Non abbiamo bisogno degli amici. Io sono entrata qui dentro e non ho amici, ho tagliato con tutti.
 
Lanzalone quando venne a Roma, dal Movimento era tenuto in grande considerazione perché ricordiamoci che era l’avvocato che aveva salvato l’azienda livornese dei rifiuti con una procedura di risanamento. Poi è stato allontanato, cacciato ovviamente. E’ stata una scelta condivisa perché era una persona portata in grande considerazione dal Movimento perché aveva risanato un’azienda  pubblica, quella dei rifiuti di Livorno da una situazione di disastro economico, ricordiamoci che Aamps aveva oltre 42 milioni di euro di debito. Quindi all’epoca era una scelta condivisa fatta su una persona che sembrava molto affidabile ma che poi non si è rivelata tale”.
 
“Adesso sono tutti con me, stiamo facendo la campagna elettorale insieme. Viene Luigi Di Maio, viene Paola Taverna, viene Giuseppe Conte e viene anche Alessandro Di Battista. La verità è che storicamente Luigi e Alessandro sono state le due anime del movimento, uno più la testa, l’altro più il cuore. Alessandro è rimasto un puro, una persona molto generosa ma una persona molto di principi. Mentre il Movimento in questo momento sta facendo comunque un’evoluzione e sta andando avanti. Ovviamente quando si governa bisogna fare delle scelte, no? Che quando sei all’opposizione puoi permetterti di non fare. Io ho sempre mantenuto una linea coerente con quello che avevo detto ai romani, sono andata avanti per la mia strada e credo che la coerenza paghi. Oggi tutti mi stanno riconoscendo che siamo rimasti con la schiena dritta e siamo andati avanti nonostante le tante difficoltà, i tanti bastoni tra le ruote, a volte qualche sgambetto anche interno soprattutto dai regionali però siamo andati avanti e oggi siamo qui per ricandidarci. Abbiamo di fatto lavorato nel momento peggiore della città, quello in cui la città usciva da un’inchiesta pesantissima come quella di Mafia Capitale, quello in cui non c’erano soldi e non c’erano appalti, quello in cui i dipendenti avevano il terrore della firma perché avevamo la Corte dei Conti che incessantemente chiedeva la verifica di ogni singola virgola. Ho gestito la transizione della città nel periodo peggiore. Ora non voglio dire che guido col piede sinistro ma quasi”.
 
Gli ex comunali non sono stati teneri con Lei…: “O forse io non sono stata tenera con loro. Quando parlo della coerenza, del tenere la schiena dritta ed essere coerenti. Quando entri qui dentro, può capitare di essere ammaliato dal fascino del potere. Dipende da che persona sei. Io qui dentro sono cresciuta a pane e mazzate e se mai avessi avuto qualche velleità mi è stata fatta passare subito ma non sento il fascino del potere, sento la responsabilità e questo credo di averlo dimostrato tutti i giorni, avendo lavorato per i miei cittadini. C’è stato qualcosa che è scattato nella testa e nel cuore di queste persone, hanno preso percorsi diversi,  se loro sono contenti va bene così mentre io ritengo che si debba rimanere  un po’ coerenti, no?”.
 
Lo Stadio della Roma: “Come sapete stiamo lavorando con la nuova dirigenza della Roma, i Friedkin sono investitori molto seri, vogliono fare lo stadio e lo hanno sempre detto, non vogliono fare la speculazione. Dal mio punto di vista, io direi che il luogo in cui io vedrei bene lo Stadio è  quello della zona di Ostiense, vicino a Testaccio, sia perché siamo vicini ai servizi, c’è tutto lì, sia perchè siamo vicini al cuore dei romanisti. Ci sono delle aree che mi sembrano adatte. Io direi questo, la butterei lì”.
 
Più Gazometro o più Mercati Generali? “Beh, Mercati Generali è pubblico, quindi posso sviluppare un ragionamento su quella zona, Gazometro è un’area privata. Ci sono tanti ragionamenti che si possono fare, mi sento davvero molto tranquilla. Ci troviamo di fronte ad una società che ha cambiato completamente la dirigenza, la differenza con Pallotta si vede e si sente, l’approccio è completamente diverso, la serietà delle proposte e dei ragionamenti che arrivano dalla Roma è di un altro spessore, ma poi, per essere banali, si è visto anche come la Roma ha approcciato alla questione allenatore, è arrivato Mourinho pronti via.  Comunque stiamo lavorando anche con la SS Lazio, perché anche loro vogliono realizzare il loro impianto e credo che non sarebbe male se entrambi i club della Capitale avessero il loro stadio di proprietà. In questo momento mi sento come Mourinho che fa la  corsa al 92° sotto la Sud, sto cercando di metterci l’anima e il cuore per continuare, andare avanti e su questa vicenda riscrivere una nuova pagina dopo quella brutta di Pallotta”.
 
Il vecchio progetto Stadio. Perché si è passati dal cambiare l’area alla rivisitazione dello stesso? “Perché comunque si doveva andare in aula per revocare il progetto di Marino e i Consiglieri non erano compatti per andare in Aula. I giudici mi hanno dato ragione sulla vicenda dello Stadio, quindi la riduzione in quel momento stava andando bene. Poi ci sono state ulteriori vicende, è arrivato Friedkin ed ha proposto un progetto che prevedesse la costruzione di uno stadio e non di un quartiere più lo Stadio e abbiamo voltato pagina”. 
 
Quindi nonostante avesse una maggioranza ampia, parte non era convinta per quella soluzione? “Assolutamente, è così e ha capito benissimo. Si doveva andare in aula compatti su un voto del genere”.
 
Metropolitane e tram: “Abbiamo i cantieri aperti sulla Linea 2 e sulla Linea 8, per sostituire tutti i binari e abbiamo mandato in gara l’ordine di acquisto per 50 nuovi treni. Per la metropolitana abbiamo 39 nuovi chilometri di fine metro: continuare la Metro C  continuarla fino a Farnesina e a Saxa Rubra. Adesso stiamo progettando le tratte T1 e T2 per portarla fino a Farnesina. Abbiamo in riprogettazione la Metro D che parte da Roma Sud e arriva fino a Monteverde, riprogettazione perché è un progetto vecchio, quindi in linea di massima la linea va bene ma bisogna vedere se con le successive urbanizzazioni tutto può essere confermato esattamente come era o deve essere fatta qualche piccola modifica prima di mandarla in gara, per evitare le famosissime e terribili varianti che allungano i tempi e i costi. Prima si progetta e poi si manda in gara. Poi abbiamo in progettazione la prosecuzione della Metro A a Primavalle e poi a Monte Mario, perché dal punto di vista trasportistico è la situazione  più conveniente, e abbiamo il prolungamento della Metro B, oltre alla trasformazione della Roma Lido che è di proprietà della Regione, non si sa per quale motivo perché è una tratta completamente urbana: trasformazione della Roma Lido  in Metro E, addirittura con diramazione per arrivare a Fiumicino. Questo è un progetto per il quale a Zingaretti abbiamo chiesto conto a partire dal 2019, 2020 ma non ci ha mai risposto. Zingaretti ha in pancia 180 milioni dal 2016 per la riqualificazione di questa linea, ad oggi non risulta sia stato speso un solo euro. E purtroppo questa linea ha  continui problemi, perché è vecchissima, perché i treni che viaggiano sulla linea sono ex treni della Metropolitana B e non sono adatti a fare un tratto in esterna, non sono coibentati, non sono climatizzati oggettivamente è un carro bestiame. Vorremo capire che ne è stato di quei famosi 180 milioni, al momento non c’è dialogo su quello. Purtroppo mi rendo conto  per i pendolari che si muovono dal X Municipio al Centro, da Ostia a Piramide questo è il tema. Ma mi sembra che dal lato Regione tutto taccia”.

C’era anche una disponibilità da parte del Comune per il rifacimento di una 50 milioni di euro? “Sì, esatto 45 milioni di euro per comprare nuovi treni, però gli oneri della realizzazione li avremmo messi per acquistare nuovi treni”.
 
La funivia: “Sono due progetti di funivia: una è una funivia più corta che collega la stazione Magliana della Linea B con  la fermata Bonelli, serve per superare il Tevere. L’altro è il progetto partecipato che serve per collegare la Stazione Metro Battistini con il quartiere di Casalotti, con tre stazioni intermedie. Questi progetti sono stati comunque studiati e prima di tutto in comparazione con altre alternative progettuali. Ed entrambi hanno ottenuto il massimo del punteggio perché alternative non ce ne sono. Abbiamo proseguito su quella linea, abbiamo fatto i progetti, abbiamo ottenuto i finanziamenti dal ministero, stiamo completando la progettazione esecutiva per farla andare in gara. Quindi per quello si continua. Gualtieri ha iniziato a dire di togliere i soldi dalle funivie per fare il tram a Casalotti, premesso che è un progetto già finanziato e non lo puoi definanziare. Purtroppo sulla Via di Boccea non è possibile fare ampliamenti, quindi il tram non avrebbe una sede propria, dovrebbe condividere la strada con le auto ma non si può, non si può fare neanche una preferenziale, per cui gli autobus come accade oggi resterebbero incastrati nel traffico, e oggettivamente l’unica alternativa reale e utile è quella della funivia. In tante città è una soluzione che è stata adottata, non parliamo di mettere le funivie nel Centro Storico, nessuno è così pazzo, ma stiamo semplicemente trovando alternative di mobilità sostenibile, ad un problema di traffico che per effetto di un’urbanizzazione un po’ spontanea, come quella che ha vissuto Roma, non possono trovare differenti approcci. Purtroppo se Via di Boccea è piccolina e non è possibile espropriare le fasce laterali perché ci sono costruzioni, noi dobbiamo fare i conti con questa realtà, non raccontiamo bugie agli elettori. Non basta dire costruiremo. Ci abbiamo vissuto anni con la famosa cura del ferro, ce l’abbiamo tutti nelle orecchie. Nessuno che ha governato fin quando non sono arrivata io l’ha poi attuata. Bisogna essere onesti quello che si può fare si fa, quello che non si può fare non si fa. Lì la metropolitana non ci può arrivare, il tram non ci può andare, le corsie preferenziali non si possono fare, si fa la funivia e stiamo andando avanti”.
 
Il suo rapporto con i taxi a Roma: “Parliamo di 22 sigle un mondo molto variegato. Con i taxi abbiamo cercato di lavorare cercando di capire quali fossero le loro necessità. E’ evidente poi che ciascuna sigla abbia delle esigenze e dellle rivendicazioni differenti. Abbiamo cercato durante la pandemia di concerto con loro per cercare di capire quali fossero le fasce orarie più appropriate per rimodulare il servizio, abbiamo cercato di erogare anche più fondi, abbiamo cercato di lavorare su miglioramenti dal punto di vista delle turnazioni. Certo, c’è ancora tanto da fare. E’ una categoria giustamente molto esigente, molto complessa proprio perché questa frammentazione non consente di avere un’interlocuzione unitaria però a Roma può offrire un servizio di grande qualità. Bisogna trovare le chiavi giuste”.
 
Taxi, Uber e car-sharing: “Sono servizi diversi. Posso dire questo: nel piano urbano della mobilità sostenibile  che abbiamo approvato e che ha una durata di 10 anni abbiamo previsto una serie di azioni che servono per abbattere l’utilizzo dell’auto privata. Oggi su 1000 abitanti a Roma, 650 hanno una macchina di proprietà, questo significa congestionare la città. Con il nostro piano, al graduale aumento delle soluzioni di mobilità pubblica, scende inevitabilmente l’utilizzo del mezzo privato. E questo significa dare anche più spazio ai taxi, perché i taxi diventano insieme al car-sharing, insieme ai monopattini, anche se sono soluzioni completamente diverse, una risorsa importante per la città. Io li ho incontrati e li incontrerò di nuovo. Ci sono tante situazioni, alcune che abbiamo adottato hanno accontentato delle sigle e scontentato altre. E’ un equilibrio che va raggiunto cercando di mettere più istanze possibili, sapendo che anche tra loro le istanze sono un po’ diverse”.
 
Il potere del sindaco: “Non solo è nel mio programma ma da quando sono diventata sindaco sono cambiati cinque governi nazionali e con tutti i governi mi sono relazionata per chiedere più poteri, più fondi e procedure più snelle. Adesso, finalmente, dopo tanto parlare, in Parlamento ci sono tre disegni di Legge per attribuire più poteri alla Capitale, per renderla una Capitale come le altre. Io confido che smetteranno di parlare e adotteranno queste leggi, perché abbiamo bisogno di poter avere  una struttura snella. Ho gli stessi poteri di un Sindaco di una città di 1000 abitanti, tanto per fare il paragone. Questo significa non essere sufficientemente incisivi per poter rispondere ai bisogni dei cittadini. Quando io per fare una gara, per rispettare tutta una serie di procedure, ci metto tre anni tra le varie fasi progettuali e la gara lavori, come rispondo ai miei cittadini? Bisogna che il Parlamento trasformi questo futuro in presente cogente e imperativo e adottino questi provvedimenti di legge che servono per poter competere con le altre città alla pari. Perché abbiamo tutte le caratteristiche per farlo. E sono anche stanca di sentir dire ‘Roma Ladrona’, ‘Roma non si muove’, ‘Roma preda della burocrazia’. Se le altre città avessero i nostri livelli di spesa sarebbero paralizzate come noi, semplicemente fanno gare con importi più bassi e possono muoversi utilizzando anche procedure più semplici. Io faccio gare da 50, 100 e 200 milioni di euro, ovvio che le procedure siano lunghe: vanno semplificate. Per combattere la corruzione non serve inserire nuove norme, perché più norme inseriscono più rendono complicato per gli imprenditori e le amministrazioni capire qual è la norma da applicare. Servirebbe un codice con 30 articoli, semplice e poi inasprire i controlli. Ne abbiamo invece oltre 280, è impossibile. Deve essere adottato un diverso approccio che deve essere capito dal Parlamento”.


Questo tutto l'intervento di Virginia Raggi a Te la do io Tokyo:


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