Domani alle 18 la Roma affronterà il Parma al Tardini, nel match valido per la 36esima giornata di Serie A. Oggi Gian Piero Gasperini è intervenuto nella consueta conferenza della vigilia. Ecco le parole del tecnico giallorosso.
Lei ha parlato di doppio binario: in campo avete dimostrato grande reattività. Sul binario del futuro c'è la stessa reattività?
"Il primo binario è quello che conta. Domani siamo a Parma, mancano tre partite alla fine. Per noi è decisiva, la concentrazione massima è su quello. Per il resto sono situazioni molto legate a quello che la società vuole fare, perciò bisogna rivolgersi a loro. Ritardo? Non mi sembra che nessuno viaggi veloce, sono tutti impegnati con il campionato. Le cose magari si evolvono più velocemente con la fine del campionato".
Questa rosa, per essere competitiva ad alti livelli, di quante pedine avrebbe bisogno?
"Che questa rosa sia un gruppo valido lo dimostrano i risultati di quest’anno, le reazioni che hanno avuto in tutto queste 35 giornate di campionato. Nei momenti di difficoltà ha sempre reagito e fatto buoni risultati, si è tenuta in posizione alta di classifica. Per il resto si vedrà quest’estate, io sono dell’idea che bisogna sempre migliorarsi e mettere elementi che possono portare valore aggiunto quando si può".
La Champions è determinante per fare una squadra più forte o ha avuto garanzie in ogni caso?
"La Champions ti porta più risorse, quindi tutti vogliono arrivare in Champions per quel motivo. Fino a qualche anno fa non fregava a nessuno del quarto posto. Se hai più risorse economiche hai più possibilità di operare sul mercato. Il mondo però è pieno di società che sanno operare bene sul mercato anche in assenza di risorse così importanti".
A che punto è il casting per il ds? I Friedkin la stanno coinvolgendo?
"In questo momento siamo concentrati sul campionato e la partita di domani. Tutte le ipotesi riguardano varie squadre, quindi i casting si sprecano. In questo momento, personalmente sono concentrato sulla partita di domani".
Ha detto che non vuole lavorare con idee di altri. Chi sono questi "altri"? Cosa ne pensa del ruolo di manager all’inglese?
"Secondo me allenatore e direttore sportivo devono lavorare insieme, non ognuno per strade diverse. Devono raccontarsi poche storie, parlarsi con sincerità e vedere quello che si può fare per il bene della società e della squadra, con un unico obiettivo: migliorare tecnicamente la propria squadra, andando a ricercare giocatori con le caratteriste necessarie all’allenatore per migliorare il proprio gioco, compatibilmente alle esigenze del direttore sportivo nello spendere certe cifre. Vedo due ruoli molto legati e vicini, sia come idee di calcio, sia come possibilità di potersi aiutare e sostenere, con la finalità di migliorare la squadra. Continuo a dire che parliamo troppo poco di calcio. Parliamo di tante cose, meno che di calcio. Gli unici argomenti sviluppati sono questi. È calcio anche quello? Ha ragione, ma a me non interessano. Il mio modo di giocare mi ha portato a dei risultati, quindi cerco di portare avanti i miei punti di forza. Vado alla ricerca di giocatori e situazioni che possono aiutarmi a sviluppare il gioco che voglio fare".
Vuole puntare su Koné la prossima stagione? Ritiene incedibile il francese?
"Nel calcio moderno l'incedibile non esiste più da nessuna parte, forse nelle squadre top top top mondiali. La differenza la fa sempre l'aspetto economico. Di fronte a offerte irrinunciabili tutti, tolti pochissimi, sono rinunciabili. Ma queste offerte irrinunciabili sono pochissime e rarissime. Koné è un giocatore forte, mi piacerebbe averlo anche la prossima stagione. Spero che continui a giocare per la Roma. Poi un'offerta irrinunciabile forse ti può consentire di fare altre cose. Mi sembra un discorso che fila e che vale per tutti".
Raccogliamo testimonianze di un suo iper-attivismo nelle vicende extra-calcio. Cosa c'è di vero?
"In questo momento sto lavorando solo ed esclusivamente sulla squadra per vincere la partita di domani. Tutte le altre questioni saranno discusse con la società, se sarò coinvolto. In questo momento la proprietà è impegnatissima, quando riterrà opportuno di poterlo fare, accelererà su questo. Però la società si muove, probabilmente non è ancora il momento giusto".
Questa Roma perché dovrebbe andare in Champions?
"La Roma potrebbe andare in Champions, ma la differenza è minima, lo meritano anche le altre. È sempre stata lì per tutto il campionato, a battagliare. A eliminazione sono andate via Lazio, Atalanta, Bologna. Noi siamo rimaste lì e si gioca tutto sul filo di un punto. Per me è stata una stagione soddisfacente. Se andassimo in Champions sarebbe un risultato che ci darebbe grande soddisfazione".
Confermerà l’undici titolare visto contro la Fiorentina o aggiungerà qualcosa davanti visto che il Parma potrebbe schierare una formazione difensiva?
"La Roma sta facendo bene, siamo in un momento di fiducia. Ogni partita è differente e incontriamo una squadra che ha fatto bene, si è tolta dalla lotta per non retrocedere. È una squadra tranquilla, ma abbiamo visto la scorsa settimana che il campionato italiano finalmente è diventato bello fino alla fine. Anche squadre che non hanno obiettivi chiari giocano al meglio. È molto positivo. Domani per vincere contro il Parma dovremo fare molto bene".
Prima ha detto "se sarò coinvolto". Ancora non è sicuro?
"Non soffermiamoci sulle parole, andiamo sul succo del discorso. Arriverà il momento in cui dovremo essere una squadra forte, in cui c’è convinzione da parte di tutti di quello che andremo a fare. Su questo non possiamo permetterci dubbi o incertezze".
Lei è soddisfatto di Soulé?
"Soulé ha fatto bene, poi ha avuto questo periodo molto lungo e sofferto di pubalgia. Questo gli ha lasciato qualche strascico, che sta superando. Non è ancora al meglio sicuramente dal punto di vista fisico, però il suo contributo è sempre molto importante. Se è un leader tecnico? È un giocatore importante".
Cuesta ha iniziato molto giovane e non ha vissuto le dinamiche di campo prima di diventare allenatore: cosa ne pensa?
"Ho avuto modo di conoscerlo l’estate scorsa. È un ragazzo molto preparato. Effettivamente ha saltato molti ostacoli ed è arrivato direttamente in alto. Alcuni devono fare una strada tortuosa, altri prendono la direttissima e lui è tra questi. A volte è più rischioso in questo modo, però lui ha dimostrato di acquisire sempre più fiducia. La sua squadra è solida e ha fatto risultati importanti. Ha salvato il Parma con diverse giocate di anticipo, è stata una squadra concreta. Per un allenatore così giovane è un traguardo importante".
Come stanno Angelino e Dybala? Possibilità di vedere lo spagnolo?
"Dybala si sta allenando regolarmente da un paio di settimane, quindi sta migliorando. Non è tanto la condizione per lui, quanto una questione di forza in quella gamba, di recuperare la forza di tiro. Angelino ha avuto una stagione inaspettata da parte di tutti, difficilissima. In questi ultimi giorni, per la prima volta stiamo vedendo il giocatore che è stato l’anno scorso. E questo ben sperare soprattutto per la prossima stagione. È un giocatore forte che purtroppo è mancato tutto l’anno".
Le operazioni di Wesley e Bailey risultano intermediate da Pietro Scala, amico di Ryan Friedkin, che non ha un ruolo ufficiale nella Roma, ma di fatto. Questo rapporto particolare è la ragione per cui è stato l'intermediario?
"Sono la persona meno indicata per spiegarglielo. Io so parlare dell’aspetto tecnico. Sotto l’aspetto contrattuale io non partecipo mai alle trattative".
Non conosce chi tutela questi giocatori?
"Posso anche conoscerli, alcuni più, alcuni meno. Per esempio, non so chi è il procuratore di Bailey, poi magari lo conosco. Non partecipo alla stesura dei contratti e neanche alla trattative. Non credo ci siano allenatori che possono aiutarla in questo senso".