Antonio Felici di France Football è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"Quando cominciano a uscire 14 nomi per il ds, devo pensare che non ce ne sia nemmeno uno imminente e che lo scouting per questo ruolo sia un po' troppo a lungo raggio. E questo mi preoccupa. La cosa più semplice sarebbe andare su un direttore sportivo capace e strutturato, non un signorsì, che possa essere in sintonia con Gasperini. E sicuramente D'Amico sembrerebbe essere il profilo perfetto da questo punto di vista. Perché questa storia che andato via Ranieri ora va in mano tutto a Gasperini non va mica bene. Gasperini può dare qualche suggerimento, può esprimere qualche parere e lo devono stare a sentire quando il ds gli propone dei giocatori, ma serve un ds che abbia anche idee proprie, che scandagli il mercato a livello internazionale e si faccia venire delle idee, da sottoporre poi a Gasperini per decidere se procedere o meno. Perché se pensiamo che Gasperini, oltre a fare l'allenatore, debba mettersi a fare anche il dirigente, allora abbiamo sbagliato tutto.
Anche quadra modalità d'azione che stanno manifestando in questi giorni i Friedkin continua a non convincermi. Questo meccanismo per cui aspettiamo che arrivi Ryan, che poi parli con quello per prendere una decisione... secondo me una società di calcio non funziona bene così, c'è bisogno di avere un uomo importante con grandi capacità decisionali, sul posto, che stia a Trigoria ogni giorno. Una figura alla Marotta, che faccia quel tipo di lavoro, che ovviamente si debba interfacciare con la società che dà delle linee guida sul budget e le spese, ma che poi sia lui a interloquire con il direttore sportivo e l'allenatore per attuare i programmi che ha la società. Non possiamo ogni volta aspettare che arrivino Ryan o Dan.
Non essendoci un direttore generale, e non so nemmeno se ci sia l'intenzione di metterlo, considerando le esigenze che ci sono, mi aspetto che Ryan a questo punto si installi a Roma per un paio di mesi almeno e sistemi tutte le questioni. Serve che ci sia una testa operativa perché le cose vanno definite e il lavoro è grosso, non si può stare sempre a fare le videocall.
La Lazio? Se dovessi analizzare solo la qualità della squadra biancoceleste, non dovrei avere nessuna preoccupazione, ieri un'Inter quasi a mezzo servizio, che sembrava quasi facesse un allenamento, ne doveva fare 4-5, poi i gol la Lazio se li è fatti da sola e mi è sembrata quello che mi era sempre sembrata quest'anno, ovvero una squadra modesta. Però è sempre un derby, quindi chi dice che questi non possano mettere tutto quello che hanno, in tutta la loro mediocrità, per farti lo scherzetto... È tosta. Se guardo al come sta la Roma, che mi sembra in un ottimo stato di forma e motivata, guardo al derby con una certa fiducia, anche perché se la Roma non vince le prossime due partite diventa difficile sperare. Però non è regalata, perché a questi, una volta persa in modo triste la finale di Coppa Italia, resta solo il derby per salvare la faccia".