Sulla programmazione
"Non c'è stato da parte nostra un errore di programmazione perché i due eventi hanno serenamente convissuto".
Eppure ieri ancora una volta il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, non ha usato toni leggeri verso il calcio. Ha dichiarato che "non può essere una casualità il derby di Torino in concomitanza con le Finals e Roma-Lazio durante la finale di Sinner...". Cosa replica?
"Respingo con fermezza il sospetto, non può essere un problema organizzare nella stessa città due eventi a distanza di poche ore. Quando compiliamo il calendario usiamo un software super sofisticato (utilizzato anche da Ligue 1, Liga, Nfl e Nba) in cui immettiamo circa 400 vincoli non solo sportivi ma anche territoriali. In occasione delle Atp Finals di Torino, abbiamo anticipato Juve-Toro al sabato. A Roma la collocazione naturale del derby sarebbe stata la domenica sera, peccato che dallo scorso derby di andata, lo stesso prefetto avesse vietato per motivi di sicurezza di giocare la sera. Il sabato non si sarebbe potuto giocare perché la Lazio era reduce dalla finale di Coppa Italia e avevamo fissato da settimane il derby di Roma nell'unico orario disponibile: alle 12.30 della domenica. Ritenevamo, a ragione, che non ci sarebbero stati problemi di deflusso visto che la finale del tennis sarebbe stata alle 17".
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, è stato ancora più duro: la Lega prende decisioni che danneggiano la città, ha auspicato dimissioni dei responsabili.
"Lo invito a parlare di argomenti che conosce. La verità è che tutti cercano visibilità attraverso il calcio, lo capisco".
Nemmeno Sarri è stato tenero. Ha parlato di incapacità di gestire il calcio italiano.
"Lo stimo come tecnico ma forse gli sfugge che il programma delle partite dipende soprattutto dalle tv, le cui esigenze non si possono testardamente contestare visto che forniscono i proventi per pagare gli stipendi di allenatori, calciatori e di tutto il sistema. Ai prossimi Mondiali alcune gare si disputeranno all'ora di pranzo, con temperature più calde di domenica scorsa a Roma. Peraltro l'orario delle 12.30 in Italia è l'unico slot possibile per catturare spettatori in Oriente. E facile pontificare quando non si conoscono le cose nel dettaglio".
Ma è così complesso organizzare il calendario?
"Non si ha idea della difficoltà. Ad esempio il 13 marzo 2027 ci sarà il Sei Nazioni, il giorno dopo la Maratona di Roma. Nella settimana precedente e quella seguente le coppe europee. Cosa facciamo? Impediamo a Roma o Lazio di giocare? Come presidente della Lega ho l'obbligo di tutelare le esigenze dei tifosi. È ciò che ho spiegato anche al prefetto di Roma".
Cioè?
"Con il provvedimento con cui aveva determinato lo slittamento del derby alle 20.45 del lunedì e per il principio della contemporaneità anche delle altre 4 sfide di squadre in corsa per la Champions, avrebbe obbligato 300 mila tifosi a seguire i match spostandosi in un giorno feriale: ci sarebbero stati danni sportivi, sociali ed economici".
Non invidia Binaghi per i successi del tennis?
"Tra noi c'è stima reciproca, gli faccio i complimenti per lo straordinario lavoro che ha svolto negli ultimi 25 anni che ha portato non solo ai trionfi di Sinner e del doppio con Bolelli e Vavassori domenica. Ma ci vuole rispetto per il calcio e per i professionisti che ci lavorano".
In questo momento il tennis vi ha rubato la scena?
"Binaghi è orgoglioso e io con lui dei risultati che ha ottenuto, ha un campione e un gruppo di atlete e atleti che fanno da volano al movimento. Ma il calcio è un'altra cosa, domenica a Milano c'erano in giro 400 mila tifosi che festeggiavano pacificamente. In ogni caso non sento alcuna rivalità con il tennis".
Anche il ricorso al Tar le ha causato una scia di polemiche. Pentito?
"Direi proprio di no! Tutti mi dicevano che avremmo perso il ricorso, ma la Lega ha portato avanti con determinazione e fermezza le proprie istanze. Alla fine abbiamo avuto ragione perché i due eventi si sono svolti senza il benché minimo incidente; il plauso va quindi anche alle forze dell'ordine di Roma che hanno dimostrato, anche con il nostro aiuto, di saper gestire due grandi manifestazioni nello stesso giorno".
Non ha il timore che in futuro altre autorità locali possano intervenire?
"Vorrei chiedere a prefetti e questori di lasciare a noi l'organizzazione del calendario. Le esigenze di ordine pubblico hanno la priorità, ma auspico che in futuro non ci siano altri eccessi di prudenza".
Come Lega, non si sente di fare neanche un minimo di autocritica?
"Tutto si può migliorare, ma sarebbe ingeneroso accanirsi verso professionisti che si occupano con esperienza da anni del calendario e che anche in questa occasione hanno dato prova di saper gestire".
Con quale spirito archivia la vicenda?
"Molto rumore per nulla. Mi è dispiaciuto non aver aderito all'invito di Binaghi alla finale, ma ero a Milano per la premiazione dell'Inter. Andrò a Torino per le Finals, e mi auguro che lui venga ad assistere con me a qualche nostra partita".