Francesco Balzani di Leggo e La Gazzetta dello Sport è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"È fatta si dice solo quando è fatta, in un senso o nell'altro. Ieri dicevamo che eravamo ottimisti ma che nel calciomercato bisogna stare attenti perché i casi Malcom possono succedere e infatti ieri sembrava quello e sembrerebbe ancora quello. Nella notte sembra che sia cambiata ulteriormente la situazione e che lui avrebbe ribadito la volontà di venire alla Roma, credo più per motivi familiari, perché ci sono un po' di dubbi sulla destinazione per tanti motivi, personali e anche sportivi, perché Credo comunque che sia diverso giocare la Champions dal giocare il campionato arabo. Però ci sono tanti soldi di mezzo e quando sono così tanti chiunque di noi e anche i calciatori seppur già ricchi, farebbe delle valutazioni.
Il problema è che Summerville ha confermato a parole, serve una firma. E qui torniamo al discorso delle tempistiche, perché a parole qui sono successe tante cose in questi due mesi, ma poi la Roma si ritrova al 22 luglio, con la nuova maglia, il centenario, la festa e senza un giocatore nuovo, per cui ha dovuto far affacciare Dybala e non Summerville. Servono le firme, servono gli atti ufficiali e quelli ancora non ci sono. Speriamo che oggi, in un senso o nell'altro arrivi la parola fine su questa questione. È chiaro che se dovessi bucare anche questo acquisto, di tutto quello che è successo in questi mesi sarebbe l'errore meno grave ma quello che fa più arrabbiare, perché ci stiamo portando dietro l'errore enorme su Greenwood, per il quale c'è stato un errore enorme nelle tempistiche, riguardo quello che poi abbiamo visto negli ultimi anni, un allenatore e un direttore sportivo che lavorano tanto e poi manca sempre chi deve chiudere la trattativa, ovvero i Friedkin. Lo abbiamo visto con Xhaka, Marcos Leonardo, con altri, quest'anno con Greenwood. Quello è il problema.
Ora se salta Summerville è chiaro che è una botta, però questa è una casistica molto particolare; il problema è che prenderesti il terzo schiaffo in un mese, ci metto anche Celik, anche se non piango per lui. Questo fa riflettere sul fatto che quando valutiamo l'operato di allenatori, direttori sportivi, dirigenti, dobbiamo farlo sempre con questa enorme ombra che è quella della lentezza dei Friedkin. Non è tanto la questione di Summerville, è una serie di cose che si sono accumulate e che oggi, se dovessero arrivare alla fumata nera, farebbero arrabbiare giustamente i tifosi, che credo che in questo momento siano sin troppo buoni nei confronti della Roma.
La volontà del giocatore è decisiva. Questo famoso accordo col West Ham si chiudeva ieri, oggi il club inglese ha un'offerta più ricca e devi avere anche il loro ok. È chiaro che se il giocatore spinge tanto e vuole venire alla Roma e chiude all'Arabia è chiaro che poi il West Ham lo darebbe alla Roma. Ma ci deve essere proprio questa grande spinta: a parole sembra che ci sia, vediamo.
L'allenatore guadagna più della cifra stabilita per il tetto ingaggi dei giocatori? La loro linea è quella: pagare di più il manager/allenatore. Poi adesso questo è il nuovo corso, perché fino all'anno scorso non era così. Credo che per far dire sì a Summerville devi offrire qualcosina in più, un "premio" glielo devi dare. L'allenatore è il parafulmine della società? Certo. Sono anni che gli arabi strapagano i giocatori, sarebbe ora che la Uefa togliesse il Fair Play Finanziario, non ha più senso".