Antonio Felici di France Football è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"Sulla finale del Mondiale, per ragioni puramente di albo d'oro, propedevo di più per la Spagna perché l'Argentina con quattro titoli mondiali come noi mi avrebbe dato un po' fastidio. E poi io storicamente sono per la distribuzione delle vittorie, mi piace di più. L'andamento della partita ha confermato questa preferenza, perché la gara è stata dominata dalla Spagna, la conclusione della partita è la logica conseguenza di quello che si è visto in campo. Sportivamente parlando, sarebbe stato uno scandalo o quantomeno un'ingiustizia la vittoria dell'Argentina, perché ha faticato in tutte le partite a eliminazione diretta e le è andata sempre bene. Messi è vecchio, gioca totalmente da fermo, Totti a fine carriera correva di più, la classe è infinita come sempre, è un giocatore che se tocca un pallone magari determina la partita, però al netto di Messi il resto dell'Argentina non mi è sembrato un granché. L'Argentina è andata oltre le sue possibilità andando in finale, senza Messi non avrebbe superato gli ottavi. La Spagna ha vinto giustamente e lo ha fatto in un modo che me l'ha fatta sembrare meno antipatica di com'è stata negli ultimi anni per me, perché non pratica più lo stucchevole Tiki Taka, è una squadra molto organizzata anche nella fase difensiva, ha sicuramente dei grandi talenti, ma non al livello di quella del 2010. Lo stesso Yamal, che è il talento emergente, ha fatto un Mondiale in chiaroscuro. Per quanto i vari Rodri, Pedri, Olmo siano grandi giocatori, non sono al livello di Xavi e Iniesta. Questa è una vittoria che secondo me va accreditata soprattutto al tecnico: questo è bravo. Sarà che li ha presi dall'Under 21, c'è la forza del gruppo, sono tutti dediti a questo allenatore, ma secondo me lui ha fatto veramente un capolavoro.



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