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(14/08/2026) On Air

Antonio Felici a Te la do io Tokyo: Al 14 agosto abbiamo ancora una casella vuota, bisogna riflettere su come lavora la Roma

Antonio Felici di France Football è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.

"Leao, quando è di buona vena, spacca le partite, ha fisicità, tecnica, capacità di attaccare la profondità. Noi inizialmente eravamo focalizzati su altri nomi come Summerville, Greenwood, Nusa, ma considerando come ci siamo ridotti e che in quella zona di campo non è arrivato nessuno, Leao non sarebbe una soluzione su cui sputare sopra. Chiaramente conosciamo le incognite: si tratta di capire se Gasperini sarebbe in grado di tirargli fuori un minimo di continuità, perché Leao fa una partita su tre, magari riuscisse a farne due su tre.
 
Mora e Fofana sono altro tipo di incognite. Su Fofana è di natura fisica, su Mora è di natura tattica e perché è giovanissimo. Leao tatticamente e tecnicamente sarebbe un valore aggiunto ma il suo difetto è la continuità. Oggi è il 14 agosto e abbiamo ancora una casella vuota, non abbiamo né il titolare né la riserva in quella zona di campo, per cui bisogna fare una riflessione su come lavora la Roma. Forse è arrivato il momento di rassegnarci a questo modo di lavorare della Roma che non è pratico. Perché qui con ogni direttore sportivo che arriva, in questo caso anche in sintonia con l'allenatore, si fa un programma, si individuano acquisti, si intavolano trattative, si fanno offerte e poi, al momento di affondare il colpo, "eh, dobbiamo aspettare l'ok dei Friedkin"... Va bene aspettare l'ok dei Friedkin, a patto che questo ok arrivi in tempi rapidi, però l'ok non arriva mai. Con questo metodo di lavoro, i problemi saranno sempre gli stessi.
 
Dovremmo smetterla di continuare a guardare la Turchia come se fosse un Paese calcisticamente del terzo mondo. La Turchia rappresenta un caso molto interessante in cui a un certo punto finisce il calcio e comincia la grande politica. Perché la Turchia è un Paese che dal punto di vista economico sta messo molto male, eppure i club calcistici investono cifre inverosimili. È chiaro che dietro c'è tutto un disegno politico legato anche all'organizzazione degli Europei insieme all'Italia nel 2032, ma lì c'è Erdogan che fa geopolitica e la fa anche attraverso il calcio. Il calcio è sempre stato utilizzato anche per altri scopi. Gli sceicchi che vanno in Francia, prendono il Paris Saint-Germain e investono miliardi di euro lo fanno per estendere i mercati e gli investimenti, per ragioni economiche ma anche politiche, tant'è vero che il Mondiale è finito da quelle parti. Quando noi facciamo i conti da commercialisti sul +5, -5, ecc., non ci rendiamo conto che in altre realtà si seguono altre logiche, altrimenti non si capirebbe perché certi soggetti devono tirare fuori una quantità di soldi che da un certo punto di vista non sono giustificati. Anche perché la Turchia, negli ultimi 3-4 anni sta assumendo un'importanza politica a livello internazionale che noi ce la sogniamo, mentre prima non contava nulla".
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