Daniele Aloisi de Il Messaggero è intervenuto in diretta a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda tutti i giorni dalle 10 alle 14 sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"La trattativa con il Porto per Rodrigo Mora è in una fase di stallo, stanno parlando ma non c'è ancora l'accordo sulle condizioni dell'obbligo di riscatto. Il Porto non è convinto da quello che ha proposto la Roma, che vorrebbe mettere il 60% delle presenze del giocatore e la qualificazione in Champions League, condizioni più complicate rispetto a quelle di Malen, che erano la qualificazione in Europa e 50% delle presenze. Dal Portogallo si dice anche che i tifosi non siano d'accordo con la cessione, ma è anche difficile dire di no a tutti quei soldi. Lui poi con Farioli l'anno scorso ha giocato in un ruolo non suo, per cui non è un incedibile per l'allenatore, perché non è adatto per il suo modulo, non essendo un'ala. E infatti l'anno scorso non è andato bene in termini di gol, mentre due anni fa, a 17 anni, aveva fatto una stagione importante. Mendes sta provando in tutti i modi a dare una mano alla Roma e a mettere pressione a Villas-Boas.
La Roma non vorrebbe cambiare di un centimetro le condizioni per l'obbligo di riscatto, anche se nel calciomercato è sempre complicato dire queste cose perché poi tutto può cambiare e la Roma potrebbe anche cedere. Le condizioni per l'obbligo devono verificarsi entrambe, non sono alternative. La Roma si vuole anche un po' tutelare, anche la prima offerta, quella da 25 milioni più il 50% sulla futura rivendita con la possibilità di pagare per annullare la percentuale era comunque per tutelarsi, pagando subito solo i 25 milioni. Però poi anche lì c'è stato qualche problema col Porto che voleva l'obbligo di questi ulteriori 25 milioni l'anno dopo, il Porto vuole essere sicuro di monetizzare. Il 60% delle presenze è tanto e poi bisogna vedere cosa si intende, anche in base al minutaggio.
Ieri ero molto più fiducioso, oggi un po' meno, anche perché da quello che so la Roma ha cominciato a guardarsi intorno. Nusa credo che a oggi sia un'operazione quasi impossibile, perché il Lipsia rimane fermo su quella cifra e non sono mai andati avanti. Un nome sempre forte è quello di Fofana, che piace, è nella lista della Roma, c'è qualche dubbio sulle condizioni fisiche ma la Roma ha avuto belle rassicurazioni, tra l'altro ha giocato i preliminari di Champions con il Lione. Oggi credo che possa essere la giornata decisiva per Mora, in senso positivo o negativo e se la Roma sta già pensando alle alternative, questo non mi fa pensare positivo.
I soldi per l'esterno d'attacco ci sono e le altre società lo sanno. Per Mora c'è un'idea diversa perché non è un giocatore già più come Summerville o Greenwood e la Roma sta cercando una formula più conveniente. Ma i 40 milioni ci sono e saranno spesi. Alla fine la prima offerta per Mora era 25+25 o il 50% della rivendita, anche il prestito più il riscatto sarebbe un'operazione da 47 milioni, quindi i soldi ci sono. Il problema è che gli altri club sanno che la Roma ha quella cifra a disposizione, per cui appena si avvicina a un giocatore le chiedono 45-50 milioni. La Roma non vuole abbassare il livello degli obiettivi.
Per Luis Henrique non mi risultano chiusure imminenti, il giocatore piace, potrebbe essere un'operazione da fine mercato, ma la Roma al momento la prenderebbe in prestito con diritto di riscatto oppure prestito oneroso. L'Inter chiede 25-30 milioni ma la Roma non ha intenzione di pagare quella cifra".