Alessandro Florenzi, terzino della Roma, ha parlato a Sky Sport al termine della sfida contro l'Inter.
"Quando ho iniziato a giocare con la Roma, certe partite le giocavo 4-5 giorni prima poi con il tempo sono riuscito a gestirle e a lasciare fuori le pressioni e le chiacchiere fuori dallo spogliatoio. Ogni giocatore dovrebbe isolarsi ma non solo a Roma, ci sono piazze molto calde in Italia".
La Roma è tornata squadra: "Da una parte sì, ma anche prima lo eravamo, avevamo solo perso la carreggiata centrale di quello che era il nostro obiettivo. Ci siamo rimessi in carreggiata e oggi era l'inizio dell'ultima curva per il rush finale e dobbiamo dare tutto come abbiamo fatto stasera. Abbiamo fatto un buon primo tempo e il risultato è giusto"
La corsa Champions dopo questa giornata: "Fin quando la matematica non darà il suo giudizio, siamo tutti dentro. Ci saranno ancora tante partite che daranno tanti punti a tante squadre. Possiamo fare meglio e dalla prossima daremo il 120% per questa maglia".
Cosa vi chiede Ranieri? "Ci vuole tempo per portare la propria filosofia di gioco. Faccio un esempio: se oggi fossimo stati qui con mister Di Francesco, avremmo cercato di prenderli alti in tutte le fasi di gioco e avremmo fatto un pressing diverso. Con il mister abbiamo una filosofia diversa, c'è un castello da proteggere dove non deve entrare nessuno e dove tutti devono proteggerlo".
Il ruolo di terzino: "Lo rifarei 100 volte. Io dentro il campo ci morirei e non è un problema. Dall'1 all'11 vanno bene tutti. Giocare dietro mi piace e penso possa esaltare le mie qualità".
Corriamo così poco in Italia? "Penso che ci sia una grande differenza tra correre poco e correre bene, se corri bene la partita la vinci".



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