Questa l'apertura di Mario Corsi nella puntata di Te la do io Tokyo del 14 gennaio:
"La Roma è uscita da una coppa e sento tifosi dire 'meno male, tanto non valeva nulla'.
Ecco, io con questo modo di ragionare non c’entro più niente. Ed è bene dirlo chiaramente. Perché quando arriva il momento che conta, quando c’è una partita decisiva, la Roma non c’è mai. Ogni singola volta che si alza l’asticella, la risposta è una delusione. L’unico che mi sento di ringraziare è Svilar. Nonostante la brutta prestazione, resta uno che da mesi sta letteralmente reggendo la difesa. Merita solo rispetto. Tutto il resto no. Tutto il resto è deludente. La sconfitta è gravissima perché è saltato il primo obiettivo stagionale, ma ancora più pesanti sono state le parole di Gasperini. Quando dice che bisogna decidere se essere competitivi subito o portare avanti un progetto giovani, non sta filosofeggiando: sta dicendo che questa Roma così com’è non può fare entrambe le cose. Ed è una sentenza. Ancora più inquietanti le parole di Ranieri, che di fatto ammette che non c’è mai stato un vero dialogo con il ragazzo e che l’operazione non si è fatta perché la Roma non era in grado di comprarlo. Punto. Altro che tradimenti. E queste parole dovrebbero finalmente zittire tutti i romanistoni che se la prendono con Raspadori invece che con la realtà: il problema non è chi non è arrivato, il problema è una Roma strutturalmente incompleta, che ha bisogno urgente di essere rinforzata se vuole smettere di fallire ogni appuntamento che conta. Il resto sono scuse. E di scuse, francamente, ne abbiamo piene le tasche."













