Antonio Felici di France Football è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"Questi regolamenti arbitrali non mi piacciono e non mi piace l'uso del VAR. Io sono stato tra i sostenitori più convinti dell'uso delle tecnologie, solo che poi bisogna pure vedere come le cose vengono applicate e come viene applicato il VAR non mi piace neanche un po'. Anche perché è diventato tutto uno spettacolo nello spettacolo: questa sceneggiata dell'arbitro che viene chiamato al VAR, poi aziona il microfono e dice cose banali... dì che l'hai rivisto e che è rigore, non c'è bisogno di fare tutto questo teatrino. A volte, quando si vede la sintesi di una partita, su 4 minuti 3 sono la sceneggiata del VAR... ma che è sta roba? A me non piace per niente. Ho lo stesso spirito di De Rossi, non mi piace in generale. Il calcio è dinamica: io sono favorevole alla tecnologia, ma serve per eliminare errori clamorosi, perché per il resto devi tenere conto anche della dinamica. Se invece fai l'analisi scientifica del video, 5 millimetri qua, 4 millimetri là, praticamente fai un'autopsia.
Gasperini ha detto che gli allenatori che dovrebbero anche farsi promotori di un cambiamento. Abbiamo introdotto le tecnologie nella speranza che l'arbitro rimanesse quello che dovrebbe essere, cioè un garante della regolarità del gioco. Questi invece hanno sfruttato la tecnologia per fare quello che hanno sempre fatto: i protagonisti e decidete loro le sorti di una partita. È questo che a loro piace fare. Solo che prima questo lo faceva l'arbitro in campo, mentre ora quello in campo non conta niente e lo fa quello in Sala VAR. Il sistema arbitrale ha questa frenesia di voler determinare il corso delle cose, mentre la loro funzione è una funzione terza e neutra, mentre non sono loro i protagonisti e dovremmo strappare loro questo ruolo che si sono presi in maniera arbitraria.



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