Francesco Balzani di Leggo e La Gazzetta dello Sport è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"Il problema è abbiamo una variante italiana del VAR, perché all'estero non è così, anche se ci si stanno avvicinando, la stiamo "esportando", però fuori dall'Italia ci sono meno teatrini, qui si è tolto l'arbitro, che non c'è più in campo, tanto appena va a rivedere non interpreta più se può essere una furbata o un tocco che non pregiudica l'azione, ormai appena vede il tocco, dà il rigore. In Italia è stato tolto un gesto tecnico: il contrasto, anche per i difensori e i portieri. Oggi il calcio è dei furbetti che simulano, infatti non ci sono i gialli per simulazione. Sfido qualsiasi tifoso a dire che si diverte a vedere una partita di calcio in Italia.
A Roma-Udinese hanno dato un rigore alla Roma di cui non si era accorto nessuno: lì non lo devi dare, a meno che non sia un fatto plateale. Al VAR ci si deve andare in 2/3 momenti della partita, non ci si può stare tutto il tempo, altrimenti leviamo l'arbitro e mettiamo l'intelligenza artificiale. L'arbitro non conta più niente, già il guardalinee non conta più niente da una vita. Anche i cartellini sono troppi, non si può più fare un fallo: il rosso che hanno dato dopo pochi minuti in Como-Atalanta ha fatto finire subito la partita, poi non ti diverti più a vederla, quello non è nemmeno da giallo. Ieri Gasperini ci ha spiegato quello che vorrebbero fare: riunire associazione calciatori e associazione allenatori, che ora non contano più ma che un tempo contavano un po' e far capire che il regolamento del calcio deve essere applicato da chi il calcio lo fa e aiutare il sistema arbitrale a capire determinate dinamiche.



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