Ugo Trani è intervenuto in diretta a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda tutti i giorni dalle 10 alle 14 sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"Quella contro il Bologna è una partita chiave a questo punto, è una strada che devi tenere comunque aperta per andare in Champions, per forza. Ho letto e sentito parlare di memento delle scelte, ma se c'è una squadra che non può scegliere, quella è la Roma, nella condizione tecnica che ha, tra giocatori scarsi, quelli infortunati e la povertà crea rosa, la Roma non può proprio scegliere, deve restare aggrappata a tutto quello che ha. E questo l'ha capito l'allenatore e credo anche i giocatori. C'è chi continua a rimestare nel torbido di quelle che possono essere le problematiche di questo allenatore e allora io continuo a essere fatalista: perderemo anche lui. Dico da tempo che Gasperini è un uomo solo e non vedo costruire niente intorno a lui, l'unica cosa che vedo costruire purtroppo è lo stadio, ma se pensiamo che la costruzione della Roma sia legata solo allo stadio, non abbiamo capito niente. Lo stadio può anche essere importante, ma se non rifai la squadra con delle garanzie tecniche, ogni anno riparliamo della stessa cosa, che sei quinto o sesto, non conti niente, né con gli arbitri né per altro. Avresti dovuto dire qualcosa all'AIA, ma che gliene frega, non hanno parlato dopo Budapest.
Gasperini assente ieri? Che pressioni vuoi fare su questa squadra... Se ieri Gasperini fosse stato presente o se la squadra fosse andata in ritiro non è che Tsimikas diventa Candela, anzi, può solo peggiorare. Ieri chi aveva giocato non si è allenato, sono scesi in campo 3-4 giocatori. Durante la sosta posso dare per certo che farà la preparazione, ma oggi Gasperini sa che più lascia tranquilli i giocatori e meglio è, perché devono recuperare.
La gente ormai è matura e ha capito che se avevi Mourinho e quel tipo di squadra che aveva, ti sentivi un po' più sicuro, ma secondo me negli anni è calato il livello della Roma: ora hai Gasperini che è un pttimo allenatore, ma il livello della squadra è calato e la gente se ne rende conto, infatti non sento più nessuno che dice "gliene facciamo 4", ma nemmeno "gliene facciamo 2". La gente si rende conto che sta andando a vedere in 60mila una squadra modesta, che può fare delle partite migliori, che può inventarsi un gol con Malen, ma non vedo una via d'uscita in tempi brevi.
Dei giocatori non ha mollato nessuno, ma tu non hai né il dirigente che va a prendere di petto qualcuno, né il dirigente che fa gruppo. Dei dirigenti che hai, uno è addetto al mercato e speriamo che almeno stia guardando i giocatori per l'anno prossimo, Ranieri è un osservatore dalla distanza, non so se consulente, ma abbiamo capito che garante non lo è, doveva parlare e quando c'è da parlare non lo fa. L'unica cosa di cui ha parlato è di Totti, per cui siamo proprio fuori tempo massimo. Ho sempre detto che la Roma non ha struttura, andrebbe creata. Gli americani non ci sono, c'è un loro rappresentante che non incide sull'allenatore, sullo staff medico, sull'organizzazione di tutti i giorni e sulla comunicazione, che arriva dopo, cosa strana per gli americani. Penso che ai Friedkin della Roma gliene frega poco o niente, perché io, se fossi proprietario e spendessi dei soldi molto male, affidandoli a gente che li spende peggio di quello che potessi pensare, non vorrei buttare i soldi, vorrei stare dentro la realtà e tenerci in modo che vada al meglio possibile, invece non mi sembra che siano così interessati. Se po parliamo di stadio, quello è bipartisan, sta bene ai giornali di destra e di sinistra perché lo fa il sindaco di sinistra, è la torta su cui si stanno buttando già tutti, pure qualche tifoso purtroppo".
Se rispetto alla prima partita i giocatori credono di più, di meno o uguale in Gasperini? Secondo me uguale, qualcuno anche di più, tipo Ghilardi e Pisilli, che lui ha migliorato, Koné l'ha migliorato in alcune cose, anche Wesley, più di tutti Ndicka, io non me lo aspettavo, non pensavo potesse arrivare a questi livelli, perché ci sono giocatori che vengono da determinati posti del mondo che perdono la concentrazione in alcuni ruoli. Ndicka ha un ruolo che nella difesa di Gasperini è fondamentale, perché deve marcare quasi sempre la prima punta uno contro uno: lui non era da uno contro uno, ma lo è diventato, mi ha impressionato, contro Hojlund fece una partita sensazionale. Se uno come Ndicka, già esperto, è arrivato a seguirlo così, significa che in molti ci credono ancora di più della prima giornata. Ma questo non vuol dire niente, perché la Roma che aveva in mente Gasperini per alcune partite era col tridente Malen, Dybala, Soulé e quella non la vedremo mai. Energie per fare una gara migliore con il Bologna rispetto a quella di Como? Secondo me la Roma ce l'ha, più mentali, perché fisiche non le vedo. Fisicamente può darti qualcosa Wesley, Pisilli, in parte Malen, che però ho visto stanchissimo l'altro giorno, era cotto, se ci fosse stata una riserva adeguata lo avrebbe tolto.