Questa l'apertura di Mario Corsi nella puntata di Te la do io Tokyo del 16 marzo:
"L’argomento principale da cui partire è senza dubbio l’espulsione di Wesley. Wesley non lo tocca: non c’è alcun contatto. Semmai è Rensch che trattiene leggermente la maglia e, in quel caso, avrebbe dovuto essere lui ad essere ammonito. La Roma è stata penalizzata, senza dubbio. Detto questo, bisogna parlare anche della partita. A me è sembrato che la Roma abbia visto pochissimo la palla per tutti i novanta minuti. La sensazione è stata quella di una squadra inferiore, e questo per noi è una vergogna: perché loro sono il Como, mentre noi dovremmo essere la Roma. Il Como ha senza dubbio una squadra forte, con un presidente ricco che ha investito molto sul mercato e, bisogna dirlo, ha sbagliato pochissimo. Non è scontato spendere e azzeccare quasi tutte le scelte. Però resta il fatto che loro sono il Como e noi la Roma, e questa differenza ieri non si è percepita affatto. Adesso non è il momento di massacrare i giocatori, anche perché siamo a marzo. Però è altrettanto vero che alcuni di questi, da giugno in poi, io non vorrei più vederli con questa maglia. Massara, dopo quello che ha combinato sul mercato, almeno potrebbe presentarsi davanti ai microfoni per tutelare la Roma. Così come Ranieri. Le altre società – Inter, Juventus, Napoli – si espongono e parlano. La Roma invece è sempre l’unica che non dice mai nulla. Detto questo bisogna guardare avanti, soprattutto a giovedì: c’è una partita di importanza vitale. Arrivare il più avanti possibile in Europa League diventa l’obiettivo principale della stagione. E vincerla, a questo punto, sarebbe un miracolo."













