Antonio Felici di France Football è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"Il successo del progetto PSG? Si parte da un progetto sportivo che è collegato a un progetto imprenditoriale degli arabi, è una cosa che parte da molto lontano, con l'appoggio del governo francese, questi sono entrati in Francia per fare grandi investimenti soprattutto di tipo immobiliare, con la parte sportiva che era il fiore all'occhiello per aprire porte di business. Si parte da grandissime disponibilità economiche, è la base. I proprietari del Paris Saint-Germain magari all'inizio si illudevano che prendere una selezione di stelle del calcio fosse sufficiente a vincere non solo in Francia, perché quello lo hanno sempre fatto, ma a livello internazionale. I fatti dimostrano che tutto questo non basta: per costruire una squadra veramente forte, che possa vincere a livello internazionale, bisogna avere allenatori in gamba, bisogna fare scelte di mercato che vadano su grandi giocatori ma che siano funzionali a un progetto di gioco efficace. Per fare queste cose serve tempo, serve anche sbagliare e loro lo hanno fatto per parecchio tempo. Solo che quando hai quella disponibilità economica e la volontà di vincere in maniera continua, prima o poi i risultati arrivano.
Ora sono arrivati e stanno arrivando con Luis Enrique, che si sta dimostrando un grande allenatore e lo dice uno che, quando era a Roma, lo contestava, ma nel frattempo è indiscutibile che sia diventato un grandissimo allenatore, non solo per i titoli vinti, ma anche per le cose innovative che mette in campo. La tattica con cui ha affrontato ieri il Bayern mi è sembrata abbastanza chiara: a centrocampo praticamente non c'erano giocatori del PSG, la squadra sembrava spaccata in due... in sostanza ha aspettato il Bayern dietro e poi ripartiva in contropiede. Gli ha fatto 5 gol e ne poteva fare altri 3-4, perché sa che il Bayern è formidabile ma non dipende benissimo. Per uno votato al possesso e al controllo del gioco, questo vuol dire che ha capacità di adattarsi alla situazione e all'avversario. Quando hai un allenatore così bravo, poi servono i giocatori. Ieri la partita è stata spettacolare perché in campo c'erano i fuoriclasse. Se qualcuno che non ha i fuoriclasse si mette a copiare quel gioco, finisce in un disastro. Quando hai un allenatore che pratica un tipo di gioco che ti fa divertire, alla fine ti arrendi anche all'idea di correre.



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