Questa l'apertura di Mario Corsi nella puntata di Te la do io Tokyo del 23 marzo:
"Cominciamo dalla fine. Il nostro mister ufficialmente non ha parlato nel post-partita perché senza voce. I muri dello stadio, però, raccontano tutt’altro. Ed è strano che nessuno dei presenti abbia avuto il coraggio di riportarlo o scriverlo. L’antefatto sono le parole di Massara prima della gara, quando parlava degli infortuni sostenendo che la Roma avesse una rosa abbastanza lunga per sopperire alle assenze. A fine partita, invece, Gasperini era furioso: ha invitato più volte altri ad andare davanti ai microfoni, perché lui non ci sarebbe andato.
Questa è una spaccatura evidente. Ma per i media, a quanto pare, si tratta solo di un abbassamento di voce. Sulla partita: la Roma ha vinto meritatamente. La squadra ha dato tutto, come sempre, e su questo c’è poco da dire. I giocatori hanno fatto il massimo: poi c’è chi ha più qualità e chi meno, ma ormai ha anche poco senso accanirsi. Hermoso è stato il migliore in campo, con un assist e un salvataggio miracoloso sulla linea. Bene anche Vaz, che è entrato con energia, ha lottato, corso e trovato un gol decisivo. Ci sono però anche prestazioni al limite della decenza, come quelle di Tsimikas, El Aynaoui e Rensch. Faccio una provocazione: la fascia va ridata a Pellegrini. È lui il simbolo di questa squadra, nel bene e nel male. Ripeto: tutti stanno dando il massimo. Tranne chi ha le responsabilità maggiori. Il primo colpevole resta Dan Friedkin, seguito dall’incompetenza di Massara."










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