Francesco Repice di Radio Rai è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
Un parere sull'eliminazione dell'Italia?
"Un episodio può scatenare tutto quello che stiamo dicendo adesso. L'esempio è quella palla sciagurata di Bastoni, che sta vivendo una stagione particolare e credo sia stato vittima di quello che è accaduto, nella sua poca lucidità, anche ieri. Perché un difensore di un grande club, che ha giocato due finali di Champions, ha vinto uno scudetto, un giocatore importante insomma, sa che è molto meglio subire gol che rimanere in 10 in quella condizione. Sono convinto che lui lo sappia ma che ora non sia lucido. Questo nel merito di una partita che 1-0 in 11 contro 11 stavi gestendo e potevi gestire".
A me è sembrato di vedere un assalto della Bosnia, però...
"Quando eravamo in 10, sì, siamo rimasti col blocco basso ma non è che abbiamo corso tutti questi rischi".
Le scelte di Gattuso?
"Ha messo in campo una squadra che è quella, noi non siamo più calcio del primo mondo, nemmeno del secondo, siamo nel terzo mondo calcistico. Frattesi? Non gioca mai all'Inter, è un giocatore che avrebbe bisogno di continuità per il suo modo di stare in campo: ha bisogno di attaccare gli spazi, di continuità. Palestra? In una partita così chi avremmo fatto giocare dall'inizio tra lui e Politano? Le dinamiche all'interno di uno spogliatoio sono altre e le sappiamo. Se arriva Messi, gioca lui. Ma se il fenomeno non c'è e arriva un giocatore che ti ha dato tanto, che ha fatto le qualificazioni e ti dice che vuole giocare, non puoi lasciarlo fuori, pensando anche alla partenza futura per il Mondiale, che purtroppo non ci sarà. Ieri l'Italia poteva tranquillamente vincere. Dell'arbitro non mi importa".
Avresti mai pensato che da quella radiocronaca del 2014 non avresti più visto un Mondiale con l'Italia?
"Immagino che quella di ieri sia stata l'ultima radiocronaca. Vorrei seguire quello che mi hanno insegnato i miei maestri Bruno Gentili e Riccardo Cucchi, ovvero che quando è il momento bisogna lasciare, per non fare il tappo per i ragazzi che vogliono emergere. Non la do come notizia, ma si va verso questa direzione, magari dopo le prossime amichevoli o la Nations League. Ci sono ragazzi molto bravi".
Ora che succederà alla Nazionale?
"Buffon non è convintissimo di rimanere dov'è. E lui è quello che ha scelto Gattuso. Se dovesse mollare Buffon, non credo che Gattuso resterebbe, ma questa è una mia idea. La prossima settimana c'è un consiglio federale in cu questa eliminazione sarà il tema centrale. Penso che alla Lega interessi poco della Nazionale, anzi la vedono come un peso, un inciampo, un ostacolo. E sono loro che comandano. Io ho delle mie fisse, come il campionato a 18 squadre e il salary cap, che potrebbero rinvigorire la nostra tradizione calcistica, ma capisco che sono argomenti discutibili e potrei anche avere torto. Sento le voci su Giovanni Malagò per la presidenza della Federcalcio, il suo nome lo stanno facendo per tante situazioni, da ministro del turismo a presidente della Roma. Io continuo a pensare che i calciatori, i campioni debbano prendere in mano questo giochino. Gattuso? Su 8 partite ne ha vinte 6".
Però l'Italia non è arrivata in un Mondiale allargato a 48 squadre...
"Ci sono squadre andate ai playoff avendo fatto 4 punti nel girone di qualificazione, c'è anche un problema di regolamenti. Poi è chiaro che le responsabilità si cercano in alto e ce Gravina è uno dei responsabili. Però non capisco perché non ci siano i grandi campioni: è intollerabile che Paolo Maldini, Alessandro Del Piero e Francesco Totti siano fuori dal calcio. Vi dico una cosa, che mi ha riferito un istruttore dei ragazzi dell'Esquilino: è stato invitato a un torneo organizzato dall'Ostiamare di De Rossi, organizzato con un 3 vs 3 su tre terreni diversi, ovvero sabbia, pozzolana ed erba sintetica. Noi abbiamo bisogno di queste persone".
Poi persone come Gentile sono state mandate via, Baggio se n'è andato...
"Evidentemente volevano occuparsi di pallone a modo loro. A Gentile, quando parla della sua esperienza nell'Under 21, peraltro meravigliosa, gli escono le lacrime, perché non sa spiegarsi il motivo per cui è stato tagliato fuori da tutto. Questo è un modo spietato, anche fatto così. Le cose sono le stesse da 12 anni, se non fai il campionato a 18 squadre, se non metti un salary cap e fai investire nei settori giovanili invece di andare in giro per il mondo a prendere ipotetici campioni, e mi fermo qui per carità di patria... Ora Abodi ha detto che i vertici della Federcalcio vanno cambiati, per cui la sua sentenza il governo l'ha emessa".
L'ipotesi ripescaggio?
"Una buffonata. Non sarebbe neanche dignitoso".
Sulla narrazione dello stadio senza comfort, lo spogliatoio spartano, il campo...
"Il campo era buono, l'ho calpestato. Al di là questo, torno al discorso del torneo organizzato da De Rossi su tre terreni diversi: questa cosa mi ha esaltato. Ora le mamme comprano la borsa, il pantaloncino, la maglietta, i calzettoni, gli scarpini e poi si fanno giocare i ragazzini sull'erba sintetica. Poi però non si impara il rimbalzo irregolare del pallone sulla pozzolana e sull'asfalto, non si impara la coordinazione, perché quando si giocava sull'asfalto ci si preoccupava di non cadere perché ti facevi male. Quindi si imparava naturalmente tutto".
Sulle parole di Abodi
"Adesso c'è una guerra politico-sportiva che obiettivamente non fa il bene di nessuno".