Il fallimento di ieri dell'Italia, sconfitta ai calci di rigore dalla Bosnia e rimasta fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva, ha necessariamente scatenato tante polemiche e reazioni, anche a livello istituzionale. A tal proposito, il ministro dello Sport Andrea Abodi ha rilasciato una nota molto dura, parlando della rifondazione dei vertici del calcio italiano.
La nota ufficiale del ministro: "Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio. Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc.
Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale".
In seguito poi, Abodi ha parlato al Premio Città Italiana dei Giovani. Queste le sue parole: "Mi aspetto una risposta più centrata della Federcalcio. A partire dal presidente Abete, dopo i Mondiali del 2014 ci furono sussulti di dignità, il compianto Tavecchio fece la stessa cosa dopo il playoff con la Svezia e si dimise. Potrei essere costretto a prendere decisioni con il parlamento che avrei preferito lasciare a loro".
Il ministro ha poi messo in guardia dall'ipotesi di un intervento straordinario sulla Figc: "Quando si ha la possibilità di accorciare la catena di comando con un doppio commissariamento, quindi un commissariamento del sistema nel suo complesso, e non si riescono a produrre gli effetti sperati è un'occasione persa". Abodi ha ricordato che il precedente "non ha lasciato ricordi estremamente positivi" e per questo "vorrei evitare che si riproducesse quella stessa condizione che poi non sarebbe magari in grado di esprimere ciò che serve".
Sul piano istituzionale c'è un dialogo già aperto con il Coni: "Parlando con il presidente Buonfiglio, ho rinnovato l'invito a valutare tutte le forme tecniche compatibili, perché potrebbero esserci i presupposti", ha concluso il ministro, facendo riferimento al commissariamento della FIGC.