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(22/09/2022) On Air

Ivan Zazzaroni a Te la do io Tokyo: Mourinho vi vuole non bene ma benissimo, non l’ho mai visto così

Ivan Zazzaroni, direttore del quotidiano Corriere dello Sport, è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 101.500 di Centro Suono Sport.

Come sta Mourinho? “E’ in Portogallo… Starà bene, non lo so… (ride ndr). Ha una squadra certamente imperfetta, ma questo lo ha detto anche l’altro giorno lui quando parlava di difficoltà: le difficoltà le superiamo con gesti individuali. Contro l’Atalanta si è visto, hai tirato 20 volte in porta e hai preso gol nell’unico tiro. Non hai trovato la soluzione probabilmente perché Abraham non stava benissimo. Mi ha ricordato il secondo tempo con i finlandesi, quando è entrato Dybala e ha fatto gol al primo tocco. Ci vogliono quindi le soluzioni individuali in una squadra che è organizzata bene e che ha dei difetti, perché ha dei giocatori in calo di condizione, ha giocato che magari non sono di grandissimo livello. Secondo me gli esterni bassi secondo me sono un po’ in difficoltà. Spinazzola non è in grande condizione e anche Zalewski quando è entrato non mi ha fatto impazzire”.
 
Mourinho rispetterà il contratto di tre anni? “Penso di sì. Al di là delle difficoltà ha avuto una crescita quest’anno. Quando lui parla del mercato da sette milioni, è un mercato parametrato anche al discorso economico che va considerato. I Friedkin mettono un sacco di soldi ma l’indebitamento precedente era altissimo. Hanno fatto quindi un mercato di “compriamo se riusciamo a vendere”. E’ chiaro che è una squadra che deve fare i conti, come altre, con l’indebitamento precedente. Mourinho ha cercato di alzare la qualità e ci è riuscito, poi ha avuto la sfortuna dell’infortunio di Wijnaldum e hanno rimediato con Camara. E’ stato un mercato di opportunità e Dybala e Belotti sono state due grandissima opportunità”.
 
“Mourinho vi vuole non bene ma benissimo, non l’ho mai visto così. L’ho trovato veramente più sereno. E’ cambiato, non è il Mourinho di Milano, del Tottenham o dello United. E’ un Mourinho più risoluto, più tranquillo e razionale. Poi è chiaro ha dei momenti in partita nei quali gli scende la catena, come con Hateboer dell’Atalanta. Questo però è l’istinto che prevale. Io so che lui è felicissimo. Il 4 ottobre esce il mio libro su Mourinho dove si parla anche di questo cambiamento derivato da Roma. Dopo il Tottenham, forse il club dove lui è stato peggio in assoluto dal primo giorno, il fatto di arrivare a Roma e trovare questa passione, questo calore… Lui si è innamorato di città e tifoseria, questo lo avverto e si vede. Poi è chiaro che lui vorrebbe vincere sempre e quando perde per 24 ore è inavvicinabile”.
 
Mourinho si vede al di là dell’attuale contratto ancora a Roma? “Non lo so dire questo. Se il percorso di crescita prosegue, non vedo perché dovrebbe andarsene, perché qui ha trovato quello che cercava, anche sorprendentemente dal suo punto di vista perché lui pensava che gli avrebbero fatto scontare un po’ l’interismo. Invece la Roma e i romanisti se ne sono fottuti e dal primo momento hanno aderito. Forse avevano bisogno anche di un personaggio così forte, così unico, così affascinante, con un curriculum pazzesco. Insomma i tifosi ci hanno creduto subito e hanno riempito lo stadio anche prima di vincere la Conference”.
 
Lui mette bocca anche sui rinnovi? “Io ho notato, e anche qui qualcosa è cambiato, un grande rispetto nei confronti della direzione, quindi Tiago Pinto. E’ evidente che quando non è soddisfatto ha il suo modo di farlo capire ma lascia molto lavorare, dà delle indicazioni, è consapevole dei limiti di spesa, questo è un dato assoluto perché non è arrivato dicendo “compriamo questo o quest’altro”, perché sapeva che non poteva farlo”.
 
Ha dato una bella spinta però: “Certamente, per Dybala e Belotti ha spinto fortissimamente, così come per Wijnaldum. Ricordate la famosa frase ‘Sono frastornato’? In quel momento aveva solo Svilar e Celik ed era assolutamente insoddisfatto del mercato perché cercava un miglioramento e un tentativo di arrivare tra le prime quattro, una cosa fondamentale al secondo anno. Io lo trovo benissimo, così non l’ho mai visto”.
 
Qual è il suo obiettivo di vittoria? “Io credo che lui voglia tentare di entrare nei primi quattro e tentare di arrivare a vincere l’Europa League, credo che questo sia evidente. E spera in un qualcosa a gennaio per poter completare il lavoro”.
 
Il difensore: “Sì. Poi c’è stato il problema di Kumbulla, perso per infortunio per un po’ e la soluzione non può essere l’arretramento di Cristante. Quindi è chiaro che ci vuole un difensore centrale. Però, ripeto, dove mi sembra un pochino più debole rispetto alle altre che lottano è sugli esterni. Spinazzola non è andato in nazionale e sta cercando la continuità. Celik fa meno cavolate di Karsdorp sulla destra, è un po’  più lineare sotto questo punto di vista ma non hai Hakimi, Dumfries... Giocatori che danno grande ampiezza e velocità sugli esterni”.
 
Zaniolo: “Perché non è stato convocato in Nazionale? Questa è una mia supposizione perché non ho parlato con Mancini: credo che derivi da una questione non tecnica. E’ un segnale comportamentale. Il rinnovo? Secondo me diventa complicato sul lato economico. Quando ad un certo punto il Tottenham si era messo d’accordo con Tiago Pinto per il prestito, accadde un giovedì se non sbaglio, l’accordo con Zaniolo mi pare che fosse intorno ai 4,5 milioni. Quindi Zaniolo sa di poter valere quella cifra. Poi accadde che la domenica, se non sbaglio, Zaniolo fece benissimo, la Roma vinse e Tiago Pinto il martedì disse a Paratici che l’unica cosa che si poteva fare era la cessione e quindi non più il prestito. Il Tottenham però non poteva comprare Zaniolo. Io penso che lui voglia restare alla Roma però questa cosa durante l’estate è accaduta e dal punto di vista suo c’è il pensiero di poter valere quei soldi. Non so se la Roma accetterà di rinnovare a quelle cifre, quindi dovrà trovare un punto d’incontro su cifre che soddisfino entrambi. Mourinho non ha mai pensato per un secondo di dare via Zaniolo. Si parlava di una cessione di Zaniolo per poter fare operazioni più importanti. Poi la cosa non è accaduta, il mercato della Roma si è evoluto in un modo diverso e non c’è stata la necessità di vendere Zaniolo, ma non c’erano state neanche richieste per l’acquisto di Zaniolo. Soltanto dei prestiti o lo scambio impossibile con Arthur che prendeva 8 milioni l’anno di stipendio ed era fuori budget per la Roma, tra l’altro non interessava neanche a Mourinho. Mourinho non ha cercato mai in un solo momento di vendere Zaniolo e mai ci ha pensato, consapevole della qualità del giocatore. Ora con Dybala, con Belotti, con Mourinho, con i tifosi, con Wijnaldum… credo che Nicolò faccia ragionamenti completamente diversi. E mi auguro che alzi un pochino la testa anche in campo, perché a me piace molto quando parte a testa bassa però ogni tanto ci sono anche i compagni di squadra da poter servire. Lui ha grandi capacità, gambe fortissime… Mi ricorda un po’ Chiesa in questo”.
 
Prima degli infortuni segnava: “Gol non solo belli ma anche importanti. Il giocatore ha un grande potenziale: fisico impressionante, perché ha delle gambe fortissime, poi quando parte butta giù i birilli. Però giocare di più con la squadra sarebbe la cosa migliore per lui e per la squadra stessa. Anche perché è potente, spacca, ha strappi però ogni tanto bisogna servire i compagni. Ha fatto benissimo contro i finlandesi dove ha fatto due inserimenti sulla sinistra mettendo due palle incredibili dove su una ha fatto gol Belotti. Zaniolo è un valore e non si può rinunciare ad un valore che ha questa età”.
 
Il calciatore dei sogni per Mourinho? “Lui non si sente un guru e pensa che siano i calciatori di livello a determinare il miglioramento. Io il nome non lo so dire ma lui vuole grandi calciatori, cerca il grande potenziale, il giocatore che può far veramente crescere. E’ chiaro che poi che se potesse spendere 50-60-70 milioni andrebbe su livelli importanti da questo punto di vista. Un nome, quindi, sinceramente non lo so fare. Sapete come è messa la Roma, e anche altre squadre, quindi nei prossimi anni dovranno fare dei calcoli molto corretti per rientrare in questo FPF che riguarda soltanto poche squadre. Vai a capire quali sono veramente i concetti. Tornando alla domanda, non so dire il nome però sono calciatori come Dybala e Wijnaldum”.
 
Abraham: “A me ha sorpreso la scorsa stagione per i gol fatti, perché Abraham non era un giocatore da tanti gol. E’ un gran lavoratore, paga molto l’isolamento perché la Roma gioca con la difesa molto bloccata, è una squadra molto lunga quindi quando hai Zaniolo e Dybala c’è la possibilità di avvicinarsi ad Abraham e dargli una mano. In alcune partite però lui si fa un gran mazzo, vedi Udine, ma fa fatica perché gli arrivano palloni sporchi oppure perché lo marcano in due. La Roma ha la caratteristica di essere una squadra lunga perché gli esterni non la fanno accorciare per una questione di condizione. Però lui è un giocatore che si fa un gran mazzo, il gol lo troverà ma per come la penso io non è un calciatore da 30 gol all’anno. Belotti può aiutare, così come Dybala. Tu, rispetto allo scorso anno, sei cresciuto sul piano dei gol da dietro. Abbassi poi Pellegrini perché non possono giocare tutti davanti, quindi vai a perdere qualche suo gol fermo restando che può sempre segnare su punizione… Poi la Roma è forte sulle palle inattive, quindi tutte le caratteristiche della Roma della passata stagione con l’aggiunta di Dybala e Belotti. E anche Wijnaldum è uno che segna”.
 
Il libro: “Il titolo è ‘Diventare Mourinho’. E’ il cambiamento determinato da Roma, quindi la cosa che dicevamo prima: lui stesso si vede diverso. Dico una cosa che ho saputo e che mi ha raccontato un suo carissimo amico. Andò a cena a Milano dopo Natale e disse a questo amico che, quando era tornato a Londra dalla famiglia la figlia lo aveva visto diverso e che non lo aveva mai visto così felice. Credo che Roma sia stata terapeutica anche da questo punto di vista, anche perché lui ha passato un brutto momento al Tottenham. Qui invece si è trovato subito. Lui ha dato tanto toccando l’orgoglio dei romanisti”.
 
 
 
 
 

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