Questa l'apertura di Mario Corsi nella puntata di Te la do io Tokyo del 5 gennaio:
"Della partita si può parlare della prestazione della squadra oppure dell’arbitraggio. Io scelgo di non parlare degli arbitri: non voglio fare la fine della lazio che si aggrappa alle polemiche arbitrali per mascherare una squadra ridicola. Dico solo questo: sul primo episodio, il gol di Scalvini, 99 volte su 100 viene annullato; il secondo, invece, era regolare. Fine. La partita, nel complesso, è stata brutta, con un reparto offensivo francamente imbarazzante, nessuno escluso: da Ferguson a Dybala, passando per Soulé e Dovbyk. L’Atalanta è una buona squadra, ma non è più quella arrembante dei migliori anni di Gasperini, eppure ci ha messo sotto. Quando alla Roma mancano intensità, fisicità e pressione, va inevitabilmente in difficoltà. È stata una delusione clamorosa. Siamo già alla settima sconfitta stagionale e sono oggettivamente troppe. Le responsabilità più evidenti sono di Massara, che ha costruito una rosa piena di lacune, evidentemente non colmabili sul lungo periodo nemmeno da Gasperini. Dopo Bergamo c’è stato un confronto interno molto duro, immaginate voi tra chi. La cosa che mi preoccupa di più è sentire parlare di rinnovi per Mancini e Cristante. Su Mancini ci può stare, perché sta facendo indubbiamente bene; su Cristante no, basta, non se ne può più. Gasperini continua a ripetere il mantra di voler una Roma più forte, ma questi non mi sembrano i primi tasselli per costruire una Roma davvero più competitiva."



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