Ugo Trani è intervenuto in diretta a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda tutti i giorni dalle 10 alle 14 sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"Sulla questione medica c'è una bella guerra interna. Gasperini chiede solo quali sono i giocatori disponibili, non vuole entrare in nessuna discussione medica, perché ha capito come funziona. Si sa da 2 giorni che c'era un punto, la verità è che il punto è tra lo staff medico, i fisioterapisti e i consulenti dei Friedkin, si parlano fra loro. C'è uno staff italiano, lo staff di Ranieri, lo staff di Friedkin, sono troppe persone che mettono bocca. Il povero Gasperini a Bergamo non aveva mica questa situazione: il medico era uno, di fisioterapisti non ce n'erano cento come a Trigoria e la gestione era più semplice.
A stamattina lui aveva recuperati Hermoso, praticamente fatto, Koné sicuro, e probabilmente Wesley. Se si va a vedere, è la stessa situazione che aveva prima di Napoli, compreso Koné, che stava bene e non glielo hanno fatto portare, tant'è che lui è avvelenato. Koné si è allenato bene lunedì alle 10, per cui che 12 ore prima, domenica sera, stava peggio e non poteva giocare? È difficile lavorare così, io non so come la Roma sia quarta in classifica, non è solo Malen, perché nel girone d'andata è stata anche prima.
Tutte le società hanno il loro staff medico. Alla Roma è cambiato qualcosa l'anno scorso, perché un gruppo lo ha portato Ranieri, un gruppo è rimasto e in più ci sono i consulenti esterni: già sono tre voci. L'allenatore vuole i giocatori in campo, per cui, se vede che respirano e camminano, per lui sono pronti. Quando Gasperini ha parlato delle caviglie di Ferguson, dicendo "prima una e poi l'altra", c'era pure un pizzico di ironia, perché a uno non può fargli male tre volte una, poi un'altra, poi di nuovo una. Non giova a nessuno, sono "servi sciocchi", per ogni cosa chiedono ai consulenti dei Friedkin, gli mandano le radiografie, perché non vogliono rischiare, non è normale. Stanno attenti alla minima cosa e non vogliono rischiare che poi il consulente dei Friedkin gli chieda perché l'hanno rimesso in campo e dia loro la colpa. E chi ci rimette è la Roma.
Se ti fidi al 100% dell'allenatore, fai un punto con lui e cerchi di dare una regolata interna. Invece no, ognuno dice una cosa diversa. Lunedì Dybala aveva fatto una risonanza in cui non era emerso niente, per cui era chiaro che non era vero che si dovesse operare.
Robinio Vaz non l'ha beccata neanche con l'Atletico Lodigiani. L'anno prossimo al 99% andrà via a farsi le ossa. La forza di Gasperini è che spreme i giocatori e fa dare loro tutto in campo. Lui non piange per le assenza, ma dice "se il giocatore sta male, perché non lo posso utilizzare?", il nodo è questo. Ieri si sono allenati in 6/7".