Francesco Balzani di Leggo e La Gazzetta dello Sport è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"In questo momento ci sono diversi canali di comunicazione nella Roma e ognuno tira l'acqua al suo mulino. In ogni caso, direi che siamo alle battute finali di Gasperini alla Roma. Non mi aspetto ribaltoni in queste ultime 8 partite, ma di fatto il ribaltone già c'è stato. In questo momento c'è il finale di stagione, perché in questo momento conviene a tutti farla finire cercando di ottenere se non la Champions, che la vedo difficile, quantomeno il quinto posto. Per il resto, trovo difficile che possano convivere delle posizioni che non sono mai state così lontane, su tutto.
Gasperini ha detto più volte di voler fare una Roma forte. È chiaro che il Gasperini pubblico è molto più soft di quello privato. E magari per chi ha dei modi gentili come Massara può anche essere odioso, ma lui è così, non si scopre oggi, è un signore di 67 anni che ha fatto quello che ha fatto a Bergamo e Ranieri è un altro signore grande che sta in questo sport da tanti anni. Sembrano due genitori che fanno finta di non conoscersi. Devo dire che Ranieri su Gasperini ha un po' di confusione dall'inizio. A gennaio 2024, infatti, disse che a Roma non si poteva proporre il modello Gasperini, perché qui la società voleva subito andare in Champions. Poi ha cambiato, dicendo che Gasperini va bene e che non gli hanno chiesto la Champions. Mi sembra che ci sia tanta confusione. Ranieri è stato un grande allenatore ed è un romanista vero, però allenatore e dirigente sono mestieri diversi e io credo che non sia riuscito a mediare fra le posizioni.
Ieri devi ringraziare che hai incontrato un Lecce anche abbastanza moscio. Rispetto alle parole pre partita di Massara, io ho cercato altre squadre che avessero 4 attaccanti infortunati per mesi, ma non ne ho trovata una. Il Napoli ha avuto tanti infortuni, ma ha una panchina che giocherebbe tutta titolare nella Roma. In settimana si è usata la mano soft per descrivere quello che è successo a Trigoria, perché è successo ben altro... Gli scontri sono stati molteplici, su tutti i fronti: staff medico, mercato, proprietà, gestione della rosa, con posizioni totalmente distanti, perché per una parte la Roma è un gioiello, per l'altra parte la Roma è d rifare. Se si partiva dalla posizione secondo cui la Roma era un gioiello perché Ranieri l'aveva portata a un punto dal quarto posto, perché vai a prendere un allenatore che voleva la rivoluzione nella Roma, cosa che si sapeva da due mesi prima. È vero che è stato detto a Gasperini di cambiare formazione e modo di giocare e qualcosa anche sui cambi fatti col Bologna. C'è chi pensa che potrebbe allenare meglio la Roma... magari è vero, ma allora perché non la allena...
Il problema è che la Roma si sente più grande di quella che è prendendo Gasperini e Mourinho. Se salta Gasperini, non salta anche Ranieri, che gode di una grossa stima di Friedkin. Gli allenatori saltano sempre, ma poi l'anno dopo seguono anche i dirigenti, è successo sempre così negli ultimi anni. Visto che facendo così è sempre andata male, cambiamo: teniamoci Gasperini e cambiamo direttore sportivo, per una volta dovrebbero provare a fare una cosa diversa.
Le responsabilità di Ranieri? Sicuramente la gestione dei rapporti, a Trigoria non si parlano l'uno con l'altro, lui doveva gestire questo. È il primo anno che fa il dirigente, può essere pure che non ce l'abbia nelle corde. Ranieri non è sempre presente a Trigoria. C'è poco controllo. Non si vuole mettere una persona che comandi veramente a Trigoria, infatti anche per Totti si parlava di un ruolo da ambasciatore o consulente, sempre qualcosa di esterno".