Andrea Stramaccioni, opinionista di Dazn e Rai, è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
Un parere sull'Irlanda del Nord?
"È una nazionale abbastanza modesta, con diversi giocatori che giocano nella seconda divisione inglese, addirittura qualcuno in terza divisione, ha un giocatore importante che è il capitano del Sunderland in difesa. Però è comunque una squadra che è arrivata seconda nel girone, si è messa dietro la Slovacchia e ha fatto soffrire la Germania, che ha vinto solo 1-0 in Irlanda del Nord e poi 3-1 in casa. È una partita da giocare, i valori sono sproporzionati ma nella partita secca può succedere di tutto".
La formazione dell'Italia?
"Mancini sta bene, ieri per precauzione si è gestito un pochino. Cristante si è alternato con Locatelli, anche se penso che giocherà Locatelli. In porta ci sarà Donnarumma, che è uno dei portieri più forti del mondo, in difesa c'è il dubbio Bastoni. Le punte? Ieri hanno lavorato a coppie: Kean e Retegui e poi Esposito e Raspadori. A centrocampo sicuri Barella e Locatelli, Tonali non ha giocato l'ultima col Newcastle ma dovrebbe farcela, altrimenti c'è Pisilli. A sinistra Dimarco, mentre a destra c'è Politano ch va gestito, anche perché bisogna ragionare nell'ottica delle due partite. Nel caso potrebbe giocare Palestra, che per me è fortissimo. In difesa c'è da capire chi giocherà con Mancini e Calafiori".
La Roma è uscita dall'Europa League contro il Bologna e ha perso un po' troppe partite in campionato. Qual è il tuo parere?
"È chiaro che quando le cose non vanno ci sono delle decisioni che possono essere contestate. Però il calcio lo giocano i calciatori e io vi invito a guardare i nomi dei giocatori che vanno in campo. Una cosa è parlare di una Roma che le sue armi in campo e fallisce degli obiettivi e dei risultati, un'altra cosa è vedere una Roma rimaneggiata, con tante assenze non sostituite da giocatori di pari livello esperienziale, che ti portano ad avere dei problemi. Soprattutto poi per un allenatore che fa dei tre davanti il suo marchio di fabbrica. Il Napoli quest'anno ha abbandonato lo scudetto perché ha perso dei giocatori chiave nel periodo chiave; l'Inter è in una difficoltà enorme, perché ha perso Dumfies, Lautaro, Calhanoglu... Il calcio lo giocano i giocatori. C'è poi un altro fattore: quando ci sono tutti questi infortunati, ci sono altri giocatori che devono fare gli straordinari: è successo al Napoli, quando mancavano diversi giocatori a centrocampo, McTominay le ha giocate tutte e poi si è fatto male. La stessa cosa vale per Mancini che col Bologna ha finito con i calzettoni abbassati e poi si è perso Cambiaghi. Anche Malen le sta giocando tutte. È difficile poi spiegare all'esterno quando hai tanti problemi, oltretutto concentrati nello stesso reparto. A Gasperini mancano 4 attaccanti: Dybala, Soulé, Dovbyk e Ferguson. Gasperini lavora con 6 uomini offensivi, in tutte le squadre. Lui a Bergamo è cresciuto anche nella gestione dei giocatori offensivi. Quindi per lui non avere ricambi per quei tre ruoli davanti è drammatico. E poi c'è il centrocampo: benissimo l'esplosione di Pisilli, che è un patrimonio della Roma e della Nazionale, ma il tran tran su Koné è una cosa devastante per una squadra che faceva coppa e campionato. E poi c'è la questione delle corsie: abbiamo il terzino destro del Brasile che gioca a sinistra. Questa cosa è diventata la normalità, ma questo ragazzo a sinistra prima d'ora non ci aveva mai giocato".
Infatti Gasperini è indispettito, per non dire altro, perché non ha i giocatori per fare il suo calcio...
"All'interno del contenitore giusto, è giusto che sia così. Questa cosa è la normalità se vuoi alzare l'asticella, altrimenti come la alzi? Una società non può andare bene solo con un elemento: è sempre un insieme di squadra, allenatore e società. Io posso capire la frustrazione di Gasperini dopo una partita difficilissima vinta contro il Lecce tre punti non d'oro ma di più, lui è uno che ha rifiutato la Juve per venire alla Roma e giustamente vuole arrivare fra le prime 4 e non vedo cosa ci sia di strano nel suo comportamento. Se fosse tranquillo, al tifoso della Roma non dovrebbe andare bene".
Il giocatore più fondamentale della Roma da cui ripartire per il futuro?
"Secondo me il centravanti. Io ho visto per poco la coppia Dybala-Malen, mentre ora Malen gioca da solo, infatti nella partita col Bologna gli hanno fatto una gabbia che io non vedevo da tempo. Nel primo tempo c'era il fallo sistematico e il raddoppio sistematico, infatti quando è stato ammonito Vitik, Italiano ha messo Casale per ricominciare da capo. Poi è entrato Vaz, che non ha fatto benissimo a livello calcistico, al di là del rigore, ogni tanto Lucumì gli diceva "scusa ragazzino, spostati", ma perché è molto giovane anche se ce la sta mettendo tutta. Quindi se Gasperini vuole costruire un tridente intorno a Malen e un'altra prima punta dietro a lui, bisogna partire da quello. Poi la cosa difficile sarà tenere i giocatori più forti. Ora l'Inter sta andando fortissima su Koné. La Roma dovrebbe fare come fa l'Atalanta: se proprio non puoi tenere il giocatore, per mille motivi, però devi capitalizzare e venderlo al prezzo che dici. L'Atalanta ha messo fuori rosa due volte infatti. I giocatori puoi anche darli via, ma devi farlo quando e come decidi tu. Chiaramente se la Roma perdesse Koné sarebbe una perdita importante, perché parliamo di un giocatore da Nazionale francese. Quindi il ragionamento dev'essere: sacrifico Koné ma prendo due giocatori da 30 milioni. Il destino di una squadra dipende sempre dai tre fattori, squadra allenatore e proprietà, senza tutti e tre non si arriva all'obiettivo".
Zaragoza ha deluso
"Mi dispiace, sembrava un giocatore che potesse dare di più, sono rimasto deluso. Il giocatore ha qualità, era partito benino, ma poi il mister li vede in allenamento e fa le sue scelte".
Per tutti gli allenatori gli allenamenti sono importanti, ma per uno come Gasperini ancora di più...
"Allenamenti e atteggiamenti. Se ricordate, contro la Juventus Ziolkowski non entra perché guardava la tribuna mentre Gritti gli spiegava cosa fare. Ma Gasperini è così, lo hai preso così e questa è la sua forza. Ogni allenatore ha le sue caratteristiche".
Pisilli è stato intelligente: è rimasto in disparte, aveva pensato di andare via, ma Gasperini gli ha detto di restare, allenarsi e fidarsi di lui. Il giocatore si è fidato, si è preso la titolarità nella Roma ed è andato in Nazionale. Questa ela dimostrazione di quanto puoi crescere in una grande squadra anche quando non giochi.
"Analisi perfetta. Pisilli all'inizio ha fatto fatica con Gasperini perché i concetti di gioco erano diversi da quelli che aveva avuto prima, veniva da concetti zonali e attacchi degli spazi, mentre ora si trova a seguire un giocatore. Anche perché Gasp lo vede nei due di centrocampo e in quel ruolo con lui devi sfondare il GPS, non ti fermi mai, perché quei due sono fondamentali nel gioco del mister. Quindi Pisilli si è dovuto adattare. La scommessa di Gasperini è che poi lui ti porta un giocatore più completo, perché Pisilli passa da essere un giocatore "caruccio" a giocatore forte, convocato in Nazionale anche al posto di altri giocatori importanti. Quindi ora il giocatore ha un bagaglio esperienziale in più e sa fare quel lavoro. La partita con la Juventus è stata la catarsi della sua crescita. Così ora la Roma si ritrova un patrimonio in casa che sa fare più cose. Però poi ovviamente non può essere lui il salvatore della patria".
Visto che si parla dell'interesse dell'Inter per Koné, tu daresti il francese ai nerazzurri per prendere Pio Esposito da affiancare a Malen?
"Magari, ma è uno scambio fantasioso perché non penso che te lo darebbero mai, anche perché so che sono arrivate offerte molto importanti da squadre come l'Arsenal. Esposito è forte fisicamente, di testa e coi piedi e ha 21 anni. E almeno per ora è anche umile: a Firenze ha fatto un grande gol e lui è andato subito da Barella a ringraziare per il cross. È un giocatore importantissimo, non ci sono più gli attaccanti così. Infatti con Malen sarebbe una coppia devastante. Paragone con Vieri? A me ricorda poi Toni".