Francesco Balzani di Leggo e La Gazzetta dello Sport è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"Le fasce sono un punto di forza dell'Inter, circa il 32% dei gol arrivano dai vari vari Dimarco, Dumfries e Carlos Augusto. La Roma invece, senza Wesley, avrà solo Rensch e Tsimikas, che hanno fatto 2 assist in 2 in un anno. Chi gioca a sinistra? Dipende da che partita vuole fare Gasperini: Rensch è quello un pochino più difensivo, ma, se vuoi andare un po' ad aggredire l'Inter, io non escludo che possa giocarci El Shaarawy. Se non ci sarà Soulé dal 1', con Pisilli sulla trequarti allora potrebbe a che mettere El Shaarawy a sinistra. Lì Gasperini ha l'imbarazzo della scelta nel senso negativo del termine: Rensch, Tsimikas, Angelino, che però non credo possa reggere una partita intera, ed El Shaarawy. Nessuno di questi ti dà una garanzia. Forse quello che regge un po' di più la botta è Rensch, visto che lì avrà Dumfries. È una situazione d'emergenza totale. Io sono convinto che se passi indenne Milano poi le partite successive saranno un po' più semplici, però la situazione d'emergenza impone una riflessione: se Gasperini dovesse al quarto posto con tutte le defezioni che ha, sarebbe un grande miracolo.
Alajbegovic? Curioso che esca di nuovo il nome proprio dopo Bosnia-Italia... Il giocatore la Roma lo segue da un po', era già uscito, così come ne segue altri. Gasperini non so se ne sia al corrente... Ha le caratteristiche che potrebbero piacere all'allenatore, ma parliamo di un 18enne. È un buon giocatore, ma finora ha fatto bene in un campionato dove segnava Ratkov della Lazio. Non è una certezza. Io andrei su profili un po' più certi, poi magari questi giovani li inserisci come Ziolkowski. Però per l'ala sinistra del prossimo anno spero in molto di meglio e che si tratti di un giocatore voluto da Gasperini.
Per l'Inter è delicata. È sempre la squadra più forte della Serie A, ma ha qualche giocatore col morale giù e un po' d'ansia per lo Scudetto, perché il rischio di ripetere quello che è successo l'anno scorso c'è. Sarà una partita in cui tutte e due le squadre si giocano tanto. Forse per la Roma un po' di più, perché se dovesse perdere e dovessero vincere Como e Juve, diventerebbe veramente complicato arrivare al quarto posto. È più importante per la Roma. Con tutte le assenze che ha, chiedere alla Roma di vincere a San Siro contro l'Inter che lotta per lo Scudetto è tanto, ma la Roma ci deve provare per forza, non ci sono più alternative. La Roma ha sbagliato troppo e quindi non può più sbagliare, perché se perde a San Siro il Como va a +6.
Bruno Conti? Una scelta indotta. Lui non si trova più in questo calcio, lo dice da un po' di tempo anche privatamente, però è talmente tanto l'amore per la Roma, per i ragazzi e per il calcio che lui ha retto delle botte incredibili, soprattutto nella gestione Pallotta. Adesso non regge più, visto anche che la Roma rinnoverà il settore giovanile e quello che vuole fare è lontano dal pensiero di Conti. Torna Tarantino e Bruno Conti se ne va dalla Roma ed è una scelta indotta. Nell'anno del centenario rinunciare a Bruno Conti, con De Rossi al Genoa e Totti che per ora non ha ricevuto altre chiamate, mi sembra un grosso autogol anche dal punto di vista dell'immagine. Se la Roma fosse prima in classifica potremmo anche digerire meglio certe mosse, il problema è che la Roma va male e in più si sta privando di tutto il romanismo che aveva creato la famiglia Sensi e prima ancora Dino Viola. Ormai di romanismo nella Roma non c'è più niente, c'è Ranieri e poi basta. Non si tratta di provincialismo, perché nelle grandi squadre, in un posto o nell'altro, le grandi bandiere ci sono: nel Bayern, nel Barcellona, nel Real Madrid, nella Juve, nell'Inter, nel Milan... in qualche modo hanno infilato tutti. Questa è mancanza di prospettiva, perché mettere in società persone che conoscono bene l'ambiente e il calcio può essere solo un punto a favore. Tant'è che Bruno Conti è stato un punto di forza della Roma in questi anni, perché se oggi la Roma ha Niccolò Pisilli, che è l'unico centrocampista che mi sento di dare titolare domenica contro l'Inter, visto che gli altri li devi mettere per forza ma io non li metterei mai, lo devi a Bruno Conti. Così non si cresce e la Nazionale lo dimostra, visto che ha sfanculato Roberto Baggio e poi è finita com'è oggi".