Ugo Trani è intervenuto in diretta a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda tutti i giorni dalle 10 alle 14 sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"L'addio di Bruno Conti? Una cosa al limite della vergogna. Se il centenario inizia così, io sono preoccupato per il centounesimo anno... tanto vale tutto. Il motivo per cui se ne va è chiaro: credo alla stanchezza, ch può essere un fattore, ma anche alla stanchezza del fatto che gli passano avanti dei personaggi che hanno portato non bene alla Roma degli ultimi anni. Prendono un nuovo dirigente, che poi è lo stesso che avevano imposto quelli della dirigenza Pallotta, Sabatini, Baldissoni e quelli che sapete, e glielo rimettono sopra, quando invece nell'anno del centenario gli potevi dare un ruolo importante, sempre nel settore giovanile. Ricordo che io, parlando dell'eventuale ruolo di Totti, avevo detto che poteva anche scambiarsi il testimone con Bruno nel settore giovanile, affiancandolo inizialmente e forzare anche la mano su quel reparto fondando l'Under 23. Lì sarebbe stato anche operativo, magari poi avrebbe potuto scegliere anche giocatori per la prima squadra e avresti unito tutto, avendo la gente romanista all'interno di Trigoria.
Invece, come vediamo, si privilegiano altri profili e altre bandiere, che non sempre sono giallorosse. Conti se ne va per motivi calcistici, era stufo di stare dietro le quinte, era già stato demansionato dal gruppo Pallotta, che piano piano voleva togliere tutti quelli che all'interno della struttura erano riconoscibili come romanisti. Bruno Conti lo incontro spesso ad Anzio, lui rappresenta ancora la Roma per la gente quando lo incontra, non so quanti selfie gli chiedano ancora oggi. Praticamente levi uno della Roma e non sai chi metti. O meglio, lo sai, ma lasciamo stare sennò ci creiamo problemi, tanto vincono sempre loro.
Voglio chiarire che Tarantino è stato mandato via dall'Inter. Come fanno tornare quelli del periodo Pallotta? Non so cosa abbia deciso di fare questa società. Io dico da tempo che all'interno della Roma c'è ancora una frangia pallottiana e lo sanno tutti. La gestione Pallotta aveva portato la Roma ad avere quasi 400 dirigenti, sfiorando il record dell'Inter post Moratti, solo che lì giocavano per la Champions, avevano fatto il Triplete con Mourinho, noi invece balliamo sempre fra le cessioni, le dismissioni, le plusvalenze, la cacciata di allenatori... non mi meraviglia più niente. Su Bruno Conti ho letto "magari i Friedkin ci ripensano", ma che devi ripensare su Bruno Conti? Puoi ripensare su Massara, sul medico, sul vice medico, sul preparatore atletico... Già solo il fatto che non hai rinnovato Conti e non l'hai messo nell'organizzazione del centenario già stai sotto 3-0 e al ritorno ne prendi altri 5. Ranieri? Ma che Ranieri secondo voi sta a pensare a Bruno Conti... neanche sta a Trigoria.
Tornando al passato, noi abbiamo visto il vero attaccamento a questi colori e a questa società, io l'ho visto Viola che spostava le transenne e spegneva le luci a Trigoria. I Friedkin invece stanno a chilometri di distanza e fanno comandare a gente che con la Roma non c'entra niente. Ma i colloqui li può fare Ed Shipley? Ma che colloqui sono... Io ero abituato a Montali, a Nardino Previdi... Io ho vissuto al fianco di un signore come Emiliano Mascetti, ma di che stiamo parlando, dai. Uno elegante in campo e poi da dirigente. Viola sceglieva le persone giuste, chi incarnava la società e capiva. Sembrano discorsi antichi ma sono d'attualità visto quello che succede. La cosa che mi ha sorpreso ieri è che nel giorno in cui si è parlato della Nazionale che non tira fuori i giovani, va via dalla Roma Bruno Conti, che è uno di quelli che ne ha tirati fuori di più a livello nazionale e internazionale. E in un momento del genere la Roma manda via quello che ha lavorato meglio di tutti nel settore giovanile. E non un passante, uno che è campione d'Italia con la Roma e campione del mondo con l'Italia".