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(03/04/2026) On Air

Antonio Felici a Te la do io Tokyo: Per risolvere i problemi del calcio servono sia una rivoluzione dei settori giovanili sia scelte competenti nell'immediato

Antonio Felici di France Football è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.

"Figc? Si sono sentiti nomi imbarazzanti. Pensare di rispolverare per l'ennesima volta uno come Abete, persona per bene, per carità, però dà l'idea di un Paese che non va mai avanti. Un candidato? Se avesse avuto 10 anni di meno, avrei appoggiato senza condizioni Gianni Rivera. Intanto perché è un simbolo del calcio italiano, è stato un fuoriclasse, ma poi perché ha una struttura politica, perché ha fatto un percorso politico importante anche con buoni risultati. Negli anni passati mi è capitato di parlarci e spesso l'argomento è stato proprio i problemi del calcio italiano e ha sempre avuto idee molto interessanti. Però ha 82 anni, per cui è uno che si può comunque coinvolgere, ma come frontman la vedo complicata. Sul piatto non c'è una candidatura già pronta. Io lavorerei all'ipotesi di un ex grande calciatore, per esempio Maldini, che magari può costituire una squadra anche di altri ex grandi giocatori e portare avanti un programma di rinnovamento. Però va costruita, perché non mi pare che ci sia un piano come quello di Baggio, fatto di 900 pagine, per rivoluzionare la Figc, anche se poi forse quel piano di Baggio si potrebbe pure rispolverare e prendere in considerazione. L'alternativa a una candidatura oggettiva come quella di Malagò potrebbe essere uno di questi ex, che potrebbe costituire una Figc di ex calciatori. Noi abbiamo un problema strutturale che fa sì che da anni la nostra Nazionale non si esprime più ai livelli delle grandi nazionali e lì serve una rivoluzione, a partire dai settori giovanili. Però ci vuole anche una dirigenza capace di prendere decisioni sensate nell'immediato...

L'eliminazione contro la Bosnia, con tutti i problemi dell'Italia, è avvenuta comunque contro una nazionale inferiore, perché anche se l'Italia è modesta, è un po' più forte della Bosnia. E poi invece ogni volta falliamo. Dobbiamo pure scegliere i commissari tecnici giusti, fare i percorsi giusti. Il fallimento con la Bosnia secondo me nasce dall'idea di nominare Spalletti CT: in Nazionale ci vuole un selezionatore, non puoi chiamare un allenatore di campo che vuole fare il suo gioco, non c'è il tempo. Quello è stato un errore clamoroso all'inizio. Poi Spalletti fallisce, nessuno voleva allenatore la Nazionale in quelle condizioni e sono stati costretti a prendere Gattuso, uno sacrificabile perché veniva da 4/5 fallimenti come allenatore. Queste sono scelte sballate che non c'entrano col problema strutturale che ha il calcio italiano, ma abbiamo aggiunto errore a errore... quella responsabilità diretta di Gravina come presidente della federazione, di Buffon che gli ha dato determinati consigli e dello staff. Oltre alla rivoluzione servono anche delle scelte competenti nell'immediato. La rivoluzione dei settori giovanili potrà dare frutti tra 5/6 anni, ma intanto la giostra fra qualche mese ripartirà e bisogna mettere le persone giuste al posto giusto.

Una volta in Italia avevamo una cosa che funzionava bene, che era il percorso da tecnico federale, da cui sono usciti Bearzot, Cesare Maldini, Vicini, Gentile... proprio Gentile era uno in gamba ed è stato stroncato perché non faceva giocatori i giocatori che gli dicevano i vari compagnucci. Lui è stato una risorsa buttata al gabinetto. Rocca è un altro a cui andava consentito di proseguire il percorso, perché è un altro che aveva ottenuto dei risultati. Al vertice della Federcalcio sicuramente serve anche qualcuno con capacità politiche, di mediazione e cose del genere, ma non uno che faccia solo questo, serve anche qualcuno che lo porti anche allo scontro con i club. Silvio Baldini? Sa facendo un grande lavoro con l'Under 21. È un tipo stravagante ma ha grandissime capacità di costruire il gruppo e motivare i ragazzi, anche con metodi originali, ma ci riesce. Bisogna ricominciare a valorizzare queste doti, non solo il tecnico, il presidente federale che dicono solo di sì ai club. Altrimenti, se passa questa logica, comandassero solo i club e cancelliamo la Nazionale. Baldini è che dice le cose come stanno e se non gli sta bene la situazione manda tutti a quel paese. 

Dalla partita con l'Inter mi aspetto che la Roma possa giocare a un certo ritmo e sia tonica atleticamente, perché se non abbiamo nemmeno questo, perché l'Inter è forte. Se Soulé parte dalla panchina e ha davvero mezzora, si può mettere Vaz dall'inizio, altrimenti è un rischio".
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