Francesco Balzani di Leggo e La Gazzetta dello Sport è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"La scelta dei giocatori per il futuro? Gasperini in conferenza stampa ha fatto due nomi specifici, che sono giocatori scelti da lui: il target è quello di Wesley e Malen perché li ha scelti lui. Come a dire: "se dobbiamo comprare dei giocatori, è perché hanno anche il mio avallo". Poi è chiaro che non parliamo di giocatori stra-affermati che conoscono tutti, parliamo di un giocatore che veniva dal campionato brasiliano dove stava facendo molto bene, che Gasperini voleva già un anno prima e che stava già un po' nel giro del Brasile, e di un altro che è un attaccante della nazionale olandese, di cui Gasperini conosceva il valore. Ora c'è gente che dice che Gasperini chiede giocatori affermati e all'Atalanta non lo faceva, ma neanche qui li ha chiesti: Wesley e Rios non erano giocatori affermati. Anche a Bergamo lui vedeva dei giocatori che potevano diventare affermati, capiva quali erano e li sceglieva insieme ai ds. Lookman non era affermato, però veniva dalla Premier e lui pensava che qui potesse fare il crack, com'è successo. Malen è un altro di quel livello lì. A lui non fanno schifo i giocatori affermati, ma ha detto che la Roma non li vuole più prendere. Quelli accostati oggi alla Juve lui se li prenderebbe tutti probabilmente. La Roma non ha più quella strategia e lui ha detto "ok, ma non portatemi tutti Vaz, perché di Vaz me ne basta uno".
Ha evitato di rispondere sul rapporto con Massara e Ranieri? Stavolta non ha voluto dire bugie. Altre volte aveva voluto soprassedere e mettere la faccia buona su cose che sapevamo non andare molto bene, mentre stavolta non se l'è sentita e ha fatto un altro tipo di discorso: "a me non me ne frega niente di litigare con la gente, a me interessa il campo"... A lui interessano i giocatori forti. Lui ieri ha ribadito delle cose che noi ripetiamo da tempo e lo ha fatto con sorriso come a dire "ma che vi stupite di quello che sto dicendo?", ovvero che vuole dei giocatori per rinforzare la squadra, che prima di venderli bisogna capire chi comprare, che la famosa rivoluzione va fatta sulla qualità e non sulla quantità, facendo l'esempio degli oltre 30 giocatori presi. Ha detto delle cose normali per un allenatore, che sembrano anormali solo a Roma. Se la battuta sul numero di telefono la fa riferita a Massara che risponde a tutti? Non solo a Massara...
I nomi a parametro zero accostati oggi alla Juve? In Italia è una strada che paga sicuramente in questo momento. Se la Juve prende tutti quei giocatori, colma il gap con l'Inter e punta allo scudetto. Se segui quella strada poi puoi anche inserire i giovani. La strada ormai è andare su quel tipo di giocatori esperti, come ha fatto anche il Milan, l'Italia ormai è questa, non è la Spagna dove in ogni squadra emerge qualche talento. Lo aveva capito anche la Roma quando c'era Mourinho, ma poi ha cambiato idea: i migliori arrivi degli ultimi anni sono stati Lukaku, Dybala e Matic. Proprio Dybala e Matic ti hanno portato quasi a vincere l'Europa League e a sfiorare la Champions League. Se vai su altri giocatori, o hai la forza di comprarli a 50 milioni o vai incontro a El Aynaoui, Le Fée e tutti gli altri. La Roma non può più permettersi di far crescere i giovani dopo 8 anni senza Champions, quindi io tornerei di nuovo su quella strada lì o quantomeno farei un mix, ma loro hanno messo un punto su questa cosa, non capendo che i giocatori che più hanno fatto la differenza in questi anni sono proprio quelli, che a 30/32 anni in Italia fanno tanta differenza. Invece sono arrivati troppi ragazzini. Nella Serie A di oggi io mi prendo pure 2-3 vecchi. E non è vero che tolgono spazio ai giovani, perché poi negli anni di Mourinho sono emersi giovani come Bove e Pisilli. Secondo me Gasperini vorrebbe dire una cosa ma non la dice, ovvero che Vaz magari sarà anche bravo, ma lui ha Arena e nel parco giovani si poteva tenere lui e magari preferiva farsi prendere uno pronto".