Francesco Balzani di Leggo e La Gazzetta dello Sport è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"In questo mercato la Roma non si è mossa bene: c'erano giocatori che le squadre non volevano vendere o altri che potevano essere presi con una strategia diversa. Per cui la società si è ridotta all'ultimo a prendere Zaragoza, che Gasperini conosceva perché lo aveva seguito all'Osasuna, però non era un nome sulla sua lista, altrimenti sarebbe arrivato 20 giorni fa. Riguardo alla scelta, è un passo indietro importante rispetto ai nomi che abbiamo sentito nelle ultime settimane, ovvero i vari Tel, Sauer, Godts: secondo me si poteva andare su quei profili con una tempistica diversa e prenderli, perché erano giocatori che ci davano più certezze, poi magari Zaragoza esplode, ma non è una certezza. Oggi per me non è un titolare, perché per metterlo dovrei togliere Soulé, seppur adattato a sinistra, e non lo tolgo. Per ora è una riserva, uno in più che a Gasperini serviva perché ti mancava con quelle che caratteristiche, ma non era il giocatore che ti aveva chiesto l'allenatore: lo ha accerraro il 1° febbraio perché era o lui o niente.
Il mercato è chiuso, non ci saranno altre operazioni: è un mercato sufficiente, per le defaillance che aveva, causate dal mercato estivo. Se non ce le avesse avute, sarebbe stato anche da 8, perché hai preso 4 giocatori, il problema è che dovevi prenderli in estate. La formula dell'obbligo di riscatto per Zaragoza in base alle presenze mi fa pensare che non ci credono tanto, è in prova, così come Ferguson, Bailey e Tsimikas. Quelli in prova finora non sono andati bene, speriamo che lui possa andare meglio. È un giocatore di ripiego. Si è ripetuto quello che era successo in estate: negli ultimi giorni la Roma era andata su nomi che non convincevano, come George e Dominguez, e allora Gasperini aveva detto che avrebbe aspettato 3 mesi per avere il giocatore che voleva. Ora purtroppo i 3 mesi non ci sono più e quindi si è preso Zaragoza: non facciamolo passare per una sua scelta, lui ha dato l'ok all'ultimo giorno di mercato.
Si era partiti con grande ottimismo, perché a fine dicembre la dirigenza della Roma era molto ottimista di aver già finito il mercato già la prima settimana di gennaio con Zirkzee e Raspadori e poi avrebbero visto se integrare col terzino o il centrocampista, in una seconda fase. C'era talmente la convinzione, che a Gasperini era stato detto che quei due attaccanti li avrebbe avuti entro il 7/8 gennaio. Con Raspadori c'è stato un problema di comunicazione del direttore sportivo della Roma con cui doveva fare la trattativa per Raspadori, sia i procuratori, sia i dirigenti dell'Atletico Madrid. Lì c'è stato un blackout comunicativo, poi mettiamoci la formula che non convinceva, fatto sta che poi a un certo punto Raspadori ha attaccato il telefono. Lì già dovevi capire che c'era qualcosa che non andava, hai insistito e nel frattempo hai perso altre occasioni, come Sauer che potevi prendere a 15 milioni o altri che erano stati indicati da Gasperini. Lì poi c'è stata la botta di fortuna di Malen, grazie ai Friedkin che hanno trovato il canale, con la questione Abraham e tutto il resto e te la sei cavata. Su Zirkzee si possono dare degli alibi, perché la situazione a Manchester è stata talmente caotica... però pure lì c'era la certezza di prenderlo quando ancora non c'era l'ok dello United. Questo grande ottimismo a un certo punto si è trasformato in realismo ovvero: Tel, Godts e gli altri ci piacciono tantissimo ma sono difficili. Forse già lì, al 15 gennaio, capendo che la strada era molto in salita, perché 40 milioni per quei giocatori la Roma non li poteva dare, dovevi tornare ai piani C e D, invece pure quelli sono schizzati come valutazione e sei dovuto andare ancora più bassi. Hai lavorato malissimo sulle tempistiche e c'è stata un po' di ingenuità a inizio mercato. Il direttore sportivo ha la maggior parte delle colpe, perché la disponibilità economica c'è stata e ha avuto dei mesi per lavorare sul mercato.
La scorsa settimana Gasperini aveva parlato con Ryan Friedkin, che gli aveva assicurato che sarebbe arrivata un'ala sinistra. Gasperini i dubbi sulle persone con cui si interfaccia ce li ha avuti e continuerà ad averli, quando ci sono i Friedkin lui ha delle rassicurazioni dal punto di vista economico, così come Massara, che non può andare a spendere soldi che non ha. Le trattative poi le fanno i dirigenti, anche se per Malen non l'ha fatta nemmeno lui. Zaragoza è arrivato perché alla fine ti sei messo lì col piattino e hai visto cosa arrivava, la situazione è nata perché il Celta Vigo ha comunicato che non poteva riscattarlo e quindi si cercava qualcuno che ereditasse il prestito, è stata un'occasione, però appunto siamo alle occasioni, ai saldi di fine mercato. Questo era un ruolo che la Roma doveva coprire da mesi e le occasioni ci sono state: Sauer a inizio di mercato si poteva prendere a una cifra simile a quella con cui prenderesti Zaragoza, qualcosina in più. Schjelderup è stato offerto tante volte e la Roma ha aspettato, poi ha fatto 2 gol in Champions, la Roma ha detto di essere interessata e il Benfica poi ha detto no.
Massara è una persona veramente gentile ed educata, ma tra estate e inverno strappa una sufficienza per im mercato, ma serviva di più a questa Roma, io mi aspettavo di più. In questo calcio credo poco ai giocatori così piccoli come Zaragoza, parlando della Serie A. È un'ala, e in Italia ce ne sono poche, perché qui non puoi fare solo l'ala, devi entrare. Ho sentito e visto paragoni con Gomez, ma il Papu era molto più strutturato, aveva cosce enormi, era uno che si accentrava. Il paragone è sbagliato. Il paragone con Conceicao già è più azzeccato.
Fortini? Spero che la Roma non lo prenda. Ho sentito paragoni con Palestra, ma Palestra è un fenomeno, uno da Nazionale, Fortini è un giocatore normale, 15 milioni per lui non li spenderei, li spenderei per altro e credo che non arriverà".