Questa l'apertura di Mario Corsi nella puntata di Te la do io Tokyo del 3 febbraio:
"Gasperini ieri, in un momento di impeto, si è lasciato andare in conferenza e ci è andato giù pesante. Alla Roma succede spesso: a un certo punto l’allenatore che fino a lì stava costruendo un percorso importante perde la pazienza per evidenti divergenze con proprietà e dirigenza e, automaticamente, diventa il problema.
Parte allora il copione già visto. I giornali, come sempre, raccontano ciò che la società “suggerisce”: grande campagna acquisti, la Roma ha speso tanto e adesso tocca a Gasperini portare obbligatoriamente la squadra in Champions. Altrimenti sarà fallimento, e la responsabilità sarà solo e soltanto sua.
Io però non mi faccio prendere in giro né dai Friedkin né da Massara. Ranieri è un discorso a parte: non prende in giro nessuno, è un romanista vero, e legittimamente difende la propria posizione.
La sconfitta di ieri non è una sentenza sulla Champions, questo va detto chiaramente. Ma la partita ci consegna un dato preciso: Venturino e Vaz sono talenti interessanti, ma oggi sono ancora troppo giovani per cambiare le sorti di una squadra. Non può e non deve essere compito loro fare la differenza. E resta un fatto oggettivo, che non si può ignorare: otto sconfitte in campionato sono tante. Troppe."













